Scipione Vannutelli (1833-1894).
Pittore alla moda tra Roma e Parigi.

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Pittore alla moda tra Roma e Parigi

Cinzia Virno

Nasce a Roma il 10 novembre 1833[1], terzogenito di sette fratelli, in un contesto familiare facoltoso e raffinato. Il padre Giuseppe, nobile originario di Genazzano, è uomo di vasta cultura, docente di diritto e avvocato presso la Sacra Rota; la madre, Clara Girometti, donna poliedrica è musicista e artista nell’incisione di gemme. Per un periodo la famiglia risiede a Roma nel Palazzo dei principi Colonna a Santi Apostoli, quando Giuseppe ricopre il ruolo di amministratore per i nobili romani. Scipione mantiene comunque un legame profondo con Genazzano. Vi trascorre molto tempo durante l’infanzia e continua a tornarvi abitualmente per il resto della vita.

Durante la sua esistenza, è riconosciuto come uno dei più grandi artisti dell’epoca, e riscuote grande successo anche fuori dall’Italia, in particolare in Francia e negli Stati Uniti. Questa fama è all’origine di una vasta diffusione della sua opera in buona parte oggi difficile da rintracciare.

Intraprende gli studi classici ma presto li abbandona. Si iscrive quindi all’Accademia di San Luca, dove frequenta le lezioni di disegno tenute da Tommaso Minardi. È poi allievo del pittore austriaco Carl Wurzinger, che risiede a Roma tra il 1847 e il 1856. Sin da giovane compie numerosi viaggi all’estero, soggiornando spesso a Parigi dove studia con il tedesco naturalizzato francese, Ferdinand Heilbuth, mostrando anche vivo interesse per l’opera di Ernest Meissonier. Nella città francese entra in contatto con Mariano Fortuny e sua moglie Cecilia de Madrazo, con i quali, nel 1866, visita Madrid. L’amicizia con Fortuny è decisiva: grazie alla sua influenza Vannutelli rende i suoi colori più ricchi e inizia a creare elaborate scenografie. Tutti gli anni trascorre l’estate a Venezia, luogo che ama molto. Gli scorci della città diventano uno dei suoi temi più frequenti.

Tra i primi lavori importanti troviamo scene domestiche come Devozione e La ricamatrice, del 1855. Tuttavia, la consacrazione arriva nel 1861 con un quadro storico: Maria Stuarda regina di Scozia si avvia al patibolo. L’opera, presentata all’Esposizione di Firenze ottiene grande successo ed è premiata e acquistata dal re Vittorio Emanuele II per la collezione di Palazzo Pitti.

L’anno successivo, espone a Brera Margherita di Valois, acquistato dall’Accademia di Belle Arti e oggi presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano. Negli anni Sessanta si dedica a vari soggetti, tra cui i ritratti dei cognati: lo scultore Vincenzo Luccardi (marito di Carolina), dipinto nel 1862 (Musei Civici di Udine), e il generale Hermann Kanzler (marito di Laura), ritratto nel 1867 con la battaglia di Mentana sullo sfondo (Palazzo Braschi – Museo di Roma). A questi si aggiungono paesaggi e diverse scene di genere come Ballo all’aperto del 1866 (già collezione Nanni).

A Parigi espone ai Salon più volte tra il 1861 e il 1879. Entra quindi in contatto con il mercante Goupil che ne apprezza l’arte ma non firma un contratto di esclusiva con lui. Il principale successo ai Salon è Un intrigo sotto il portico del Palazzo Ducale a Venezia, esposto nel 1864 dall’allora proprietaria, la principessa Matilde Bonaparte. Nello stesso anno prende parte all’Esposizione di Anversa con Conversazione in giardino.

Tra il 1864 e l’inizio del 1866, vive a Londra. Fa quindi ritorno a Parigi dove, nello stesso anno presenta al Salon La fidanzata del Cantico dei Cantici (o La Cantica), opera dalle evidenti influenze preraffaellite  di cui realizza in seguito una seconda versione. Nel 1868, ancora al Salon espone Le religiose a Roma. Nella medesima edizione Alessandro Trotti Bentivoglio presenta una Veduta di Sant’Onofrio a Roma, di cui l’amico Vannutelli aveva dipinto le figure. La stessa area circostante la chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo ispira a Scipione il dipinto Sul prato (Galleria d’Arte Moderna di Roma) .

Partecipa all’Esposizione di Bruxelles del 1869 con l’opera Insinuation, all’epoca proprietà del marchese d’Arconati Visconti. Nel 1870 è nominato Accademico di San Luca. Dall’anno successivo è membro del Circolo artistico internazionale – del quale più tardi sarà presidente[2]–  e partecipa alla prima mostra organizzata dal gruppo alla Casina del Pincio di Villa Borghese con: Primavera e Idillio campestre, di cui realizza una replica nel 1872 (Dallas, Collezione Richard Bass, Dallas)[3]. Ancora nel 1871, espone  a Milano il dipinto: Sull’erba.

Dagli anni Settanta la fama internazionale di Vannutelli cresce, attirando collezionisti di prestigio: i banchieri americani Morgan gli acquistano diverse opere tra cui: La festa del Cardinale ( o Frà’ Girolamo Savonarola) e Interno di San Fermo Maggiore[4]. Tra i suoi acquirenti figurano anche il mercante francese Georges Petit, il collezionista russo Michail P. Botkin, i finanzieri tedeschi Oppenheim e il pittore americano George Healy [5]

Nel 1872 sposa Maria Elisa Carolina Piroli. L’anno successivo nasce la figlia Giorgia della quale realizzerà due ritratti: uno da bambina e l’altro da adulta in piedi a grandezza naturale.

Al Salon di Parigi del 1877 presenta il dipinto Una processione a Venezia (o La festa del Redentore). L’anno seguente, sempre nella capitale francese, partecipa all’Esposizione Universale del 1878 con due opere: La monferina, che raffigura una danza tipica italiana, e La notte. Diviene stimato ritrattista dalla famiglia reale. Nel 1878, anno della morte di Vittorio Emanuele II, realizza il ritratto del sovrano sul letto di morte. Nel 1890, dipinge Umberto I con le insegne della Giarrettiera ( Brescia, Collezioni privata). Partecipa più volte alle esposizioni di Milano – dove nel 1881 propone: Giovane armato, Il sonno e Le ammantate[6].  Un soggetto a lui particolarmente caro di cui esegue diverse versioni e qui forse da identificare con quella presente anche l’anno successivo a Brera. Espone a Torino, Bologna e Roma dove è costantemente presente alle mostre degli “Amatori e Cultori”.

Tra il 1881 e il 1882, prende parte alla decorazione interna del Santuario della Madonna del Buonconsiglio a Genazzano realizzando ad affresco la lunetta con Il transito di San Giuseppe. All’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 partecipa con: Processione a Venezia, Roxane al bagno, Le ammantate e i ritratti della signora M.V. e del giovane G.V. . Nello stesso anno con Le novizie a Roma si presenta all’Esposizione di Monaco.

Tra gli anni Ottanta e Novanta la sua attività prosegue a Bruxelles dove, nel 1884, presenta Campagna di Roma e un ritratto della moglie, Portrait de Mme S. V. Nel 1887, mette a disposizione il suo studio di Palazzo Pamphili, a piazza Navona, per ospitare la seconda mostra del gruppo artistico “In arte Libertas” e, nonostante non fosse un membro dell’associazione, vi prende parte con undici opere.

Nel 1888, partecipa all’Esposizione Nazionale di Bologna con Una Processione a Venezia – La Festa del Redentore[7] e Giulietta Capuleti. Un altro lavoro sullo stesso tema: I funerali di Giulietta, è esposto nel 1890 a Roma con gli “Amatori e Cultori” ed acquistato due anni più tardi, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Sullo stesso tema, uno Studio per il quadro di Giulietta è alla Promotrice di Napoli del 1892[8].

Dal 1890 al 1893 espone con gli “Amatori e Cultori”. Nello stesso periodo, il mercato internazionale conferma il suo successo: nel 1890, a Parigi, la galleria Maison Heilbuth vende il suo dipinto Les Communiantes per l’importante somma di 1.020 franchi[9].

Il 1893 segna la sua ultima partecipazione alla Biennale di Venezia, con: Studio di Paese, A Venezia, Adelina e L’ottavario del Corpus Domini. La sua carriera espositiva si conclude definitivamente a Bruxelles nel 1894, dove ripresenta uno dei suoi soggetti più celebri: Le ammantate.

Scompare improvvisamente il 19 maggio di quell’anno nella sua abitazione in Passeggiata di Ripetta, poco dopo aver ricevuto l’incarico di presidente della Regia Calcografia di Roma.

 

[1] Ritenuto da sempre – anche nei repertori coevi –nato a Genazzano il 10 novembre del 1834, l’artista in realtà è nato a Roma lo stesso giorno dell’anno precedente  e viene battezzato 3 giorni dopo, come ha provato  Anna Lisa Genovese rintracciandone l’atto di battesimo nei registri del Vicariato. Cfr. A. L. Genovese 2020, p. 281

[2] Dal 1874 al 1878, succedendo al Principe Baldassarre Odescalchi.

[3] Cfr. A.L. Genovese, cit. p. 282.

[4] Asta Porro & C., Milano, 14 marzo 2019, n. 157

[5] A. Panajia, L. Winsemann Falghera 2019, p. 145.

[6] L’opera è scelta per la copertina della rivista “L’illustrazione italiana” ( anno VIII, n. 43, Ottobre 1881)

[7] Probabilmente lo stesso dipinto già esposto a Roma nel 1883

[8] Forse la stessa opera presentata a Bologna

[9] Doctor H. Mireur, 2001, vol. VII, p. 286

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

 

Exposition Nationale. Catalogue des Ouvrages de peinture, sculpture, architecture, gravure et dessin exécutés par des Artistes vivants, et exposés au Salon d’Anvers, ouvert par la Société Royale pour l’encouragement des Beaux-Arts, le 7 août 1864, Anversa 1864

T. Gautier, Cronique du Salon de 1864, in “Gazette de Beaux Arts, III, 1864, p. 232.

B. Odescalchi, Lo studio di Scipione Vannutelli, in Gli Studi di Roma. Ricordi artistici di Baldassarre Odescalchi, seconda serie, Roma, Francesco Capaccini Editore, 1876 (pp. 60 -69)

Giacomini & Capobianchi, Appartamento e studio Vannutelli / Catalogo degli oggetti d’arte e curiosità … che guarniscono l’appartamento e studio del pittore Scipione Vannutelli, Roma, Tip. A Befani 1887

W. Roberts, Pictures in the Collection of J. Pierpont Morgan, at Prince’s Gate & Dover House London, London, Privately Printed 1907, s.n.p. (7 pp.)

U. Ojetti, La pittura italiana dell’Ottocento, Casa editrice Bestetti e Tumminelli, Milano – Roma 1929.

Vannutelli Scipione, in Thieme Becker, Allgemeine Lexikon der Bildenden künstler von der Antike bis zur Gegenwart, E.A. Seeman Verlag, Leipzig, 1939, vol. 33 – 34, p. 101

V. Martinelli Paesisti romani dell’Ottocento, Fratelli Palombi Editori Roma 1963,

V. Martinelli, Scipione Vannutelli, Testimonianze. Collana d’arte antica, Roma, Comunità europea dell’arte e della Cultura, 1970

Scipione Vannutelli ( 1834 – 1894) / Impressioni dal vero, Galleria Carlo Virgilio, Roma 7 maggio – 10 giugno 1986, catalogo della mostra a cura di F. Cataldi Villari, Roma, 1986

A. V. Jervis, Vannutelli Scipione, in La pittura in Italia, L’Ottocento, a cura di E. Castelnuovo, Electa, Milano 1991, Tomo secondo, p. 1055

Doctor H. Mireur, Dictionnaire des Ventes d’Art faites en France et à l’Etranger pendant les XVIII° & XIX Siècle….., Réédition Artprice.com 1911 – 2001, ed. 2001, vol. VII, p. 286 (Vanutelli dit Le Chevalier S.)

C. Virno (a cura di) Scipione Vannutelli (1834 – 1894) / Il fondo di opere della Villa Clementi a Cave, Catalogo della mostra presso le Gallerie: F. Russo, Sestieri Antichità, Studio S. Arte contemporanea, Antichità Brando, Angelo di Castro Antichità, Lydia Palumbo Scalzi, Roma – Latina, maggio – luglio 2004, De Luca Editori d’Arte, Roma 2004

C. Virno (a cura di) gcamc / Roma – Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea. Catalogo generale delle collezioni / Autori dell’Ottocento, Roma, Palombi 2004, vol. II, pp. 490, 597 – 598

C. Virno (a cura di) Artisti dell’Ottocento – temi e riscoperte, catalogo della mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, 7 novembre 2014 – 15 giugno 2015, Roma, De Luca 2015.

A. Russo, I pittori italiani in Belgio ( 1851 – 1912), Salons, Incontri e pagine d’arte, XXVIII ciclo del dottorato di ricerca in scienze umanistiche, indirizzo storico e Storico artistico, Università degli Studi di Trieste, anno Accademico, 2014- 2015 (https://www.academia.edu/85902492/I_pittori_italiani_e_il_Belgio_1851_1912_Salons_incontri_e_pagine_darte) .

Asta Porro & C, Arredi, dipinti antichi, dipinti del XIX secolo, Milano, 14 marzo 2019.

A. Panajia, L. Winsemann Falghera, Carissimo Don Alessandro. Lettere di Scipione Vannutelli e Laura von Kanzler ad Alessandro Trotti Bentivoglio Edizioni ETS, Pisa 2019

A. L. Genovese, Vannutelli, Scipione, in Dizionario Biografico degli italiani – Istituto della Enciclopedia italiana… 2020, vol. 98, pp. 281 – 284

 

Cinzia Virno

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