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Achille Beltrame


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Achille Beltrame

( Arzignano 1871 - Milano 1945 )

Pittore

    Achille Beltrame

    Achille Beltrame nasce ad Arzignano, vicino Vicenza, nel 1871. Intorno ai quindici anni, si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Brera, dove studia sotto la guida di Giuseppe Bertini. Negli anni Ottanta, momento del suo esordio, si dedica soprattutto a dipinti di storia e di figura, assecondando l’influenza ereditata dal maestro.

    Nel 1880 ottiene un secondo premio in un concorso accademico con il dipinto La bicocca, oggi conservato all’Accademia di Brera. Al 1890 risale Fracta virtus, che gli fa ottenere il premio Mylius e lo rende noto alla critica per le sue spiccate qualità descrittive.

    Un abile ritrattista

    Nel 1891 partecipa alla Triennale di Brera con Praeludium e a quella del 1894 con Canova nel suo studio, con cui vince il premio Gavazzi. Alcuni ritratti eseguiti in questi anni, che lo rendono gradito agli occhi dell’aristocrazia lombarda, fanno parte della raccolta dell’Ospedale Maggiore di Milano. Ne sono esempio quello di Antonio Biffi, di Cesarina Riva e della Contessa Durini Litta.

    Nonostante sia stato uno stimato paesaggista e autore di scene legate alla campagna o alla montagna veneta, dagli anni Novanta in poi, svolge soprattutto l’attività di illustratore. Nel 1898, in effetti, inizia a lavorare con la “Domenica del Corriere”, occupandosi dell’illustrazione delle uniche due pagine a colori. Ma nel frattempo continua a partecipare alle esposizioni soprattutto milanesi e torinesi.

    Tra paesaggi e scene di genere: un cromatismo vivo e sciolto

    Alla Triennale di Torino del 1896 invia Tornando al parco e uno Studio di testa, mentre all’Esposizione di due anni dopo presenta Nel Montenegro. Nei suoi paesaggi, anche quelli popolati da lavoratori, contadini e mercanti, si osserva sempre una nota aneddotica di grande verve narrativa, anche se la sua carriera viene ricordata soprattutto per l’attività di illustratore.

    Nel 1900 si registra un suo viaggio in Tunisia che lo ha condotto alla realizzazione di paesaggi e scene ad acquarello quali Mercato a Tunisi e Piazza Bab-Sonika presentato alla Biennale del 1912. Queste immagini sono evocative di un cromatismo che ricorda la scuola napoletana e soprattutto il tocco di Domenico Morelli.

    Presso la Mostra degli Acquarellisti lombardi del 1920 presenta Nell’Agordino e Sera sui monti, mentre alla Biennale del 1924 invia La tintura delle reti. Nel Novecento svolge anche l’attività di decoratore per alcune dimore della Lombardia: ne sono esempio La caccia con il falcone realizzata in Villa Magni Rizzoli nel 1907 e La danza delle Ore per un edificio di Legnano, nel 1927. Muore a Milano nel 1945.

    Elena Lago

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    Opere di Achille Beltrame


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