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Pittore

Achille Boschi


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Achille Boschi

( Villa san Cataldo di Modena 1852 - Modena 1930 )

Pittore

    Achille Boschi

    Achille Boschi nasce a Villa San Cataldo di Modena nel 1852. Figlio di agricoltori, rivela ben presto buone doti disegnative. Viene dunque mandato a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Modena verso la fine degli anni Sessanta e vi frequenta i corsi di pittura di Adeodato Malatesta, che colpito dalle capacità di Boschi, sollecita le istituzioni comunali affinché il giovane possa continuare a studiare grazie a un sussidio pubblico.

    I primi soggetti storici e sacri

    Nel 1876 partecipa al premio Poletti, ottenendo il secondo premio, mentre il primo va a Gaetano Bellei. Contemporaneamente iniziano le sue presenze alle esposizioni Triennali di Modena, dove riscuote un immediato successo di critica e di pubblico. In questi primi anni, la pittura di Achille Boschi spazia dai temi di genere ai soggetti sacri e storici, tra cui spicca l’Agrippina e Claudio. Nel 1881, prende parte all’Esposizione Nazionale di Milano con il soggetto di ricostruzione storica Alfieri in viaggio nella Spagna, accompagnato dalla tela di genere Gioja materna.

    Tra orientalismo e pittura di genere: un disegno sciolto e un cromatismo brillante

    Sempre negli anni Ottanta, partecipa, con altri artisti emiliani, alla riproduzione incisoria per il volume Regia Galleria Estense di Venturi. È anche il periodo in cui comincia ad appassionarsi alla pittura di stampo orientalista e con Interno di Harem partecipa all’Esposizione di Londra del 1881. Le sue opere di genere e di storia, condotte con un disegno sciolto e un cromatismo luminoso e libero che sembra essere in parte aggiornato alla sensibilità cromatica di Francesco Paolo Michetti, si differenziano dai soggetti sacri che Boschi viene chiamato ad eseguire a partire dagli anni Novanta e che seguono una linea più tradizionale.

    Tra le opere della maturità, appunto vicine al gusto sciolto e brillante del verismo michettiano, si segnalano La guardiana di tacchini del 1890 e Gioconde istorie presentato nel 1894 a Ferrara e acquistato dal collezionista Lionello Cavalieri, appassionato di Muzzioli, di cui, tra l’altro, dopo la sua morte, Boschi eseguirà alcune copie per mostre itineranti in sua memoria.

    Nel 1898, partecipa all’Esposizione Nazionale di Torino con Canzoni liete e Idillio rusticano. Nella piena maturità, raggiunta all’inizio del Novecento, Achille Boschi ritorna agli amati temi mitologici e storici, inoltrandosi anche in ricostruzioni neo pompeiane. Abile ritrattista, continua la sua produzione pittorica almeno fino a tutti gli anni Dieci del Novecento, sempre contraddistinto dal caratteristico tratto veloce e sintetico. Muore a Modena nel 1930.

    Elena Lago

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