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Pittore

Alberto Martini


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Alberto Martini

( Oderzo 1876 - Milano 1954 )

Pittore

    Alberto Martini

    Quotazioni di Alberto Martini

    I disegni a tecnica mista e simbolisti di Alberto Marini sono stimati tra i 1.500 euro e i 5.000 euro. Le acqueforti tra i 250 euro e gli 800 euro a seconda del soggetto. I dipinti ad olio sempre di soggetto simbolista raggiungono cifre tra i 2.500 euro e i 9.000 euro, che possono anche essere ampiamente superati se di tematica interessante: il record d’asta del 2023 è infatti di 28.000 euro per un ritratto di Breton di matrice surrealista.

    Queste stime sono indicative e dipendono da molti fattori, come il materiale e il soggetto. Inviate una foto della vostra opera di Alberto Martini per riceverne una valutazione gratuita e accurata.

    Biografia

    Alberto Martini nasce nel 1876 a Oderzo, comune in provincia di Treviso. Il suo primo e unico insegnante è il padre che lo inizia all’arte pittorica. La sua produzione giovanile è caratterizzata da acquerelli e oli realizzati en plein air di paesaggi, vedute urbane di Treviso o scene campestri.

    Tra socialismo umanitario e simbolismo

    Gli esordi seguono quindi un tono naturalistico, mentre alla fine degli anni Novanta vira verso un simbolismo di matrice europea, che si può osservare già nella serie di disegni La corte dei miracoli che espone alla Biennale di Venezia, e il disegno in china La vita del lavoratore che presenta l’anno successivo alla Promotrice di Torino. In quest’opera l’artista crea un’assimilazione tra l’epopea del lavoro agreste e il sacrificio e il martirio di Cristo. La prima produzione connette infatti il socialismo umanitario al simbolismo. Questa poetica è riscontrabile anche nella produzione grafica come nell’illustrazione del Morgante maggiore di Luigi Pulci, realizzata appena diciottenne, e nella Secchia rapita di Alessandro Tassoni, presentate alla Biennale del 1901.

    Nei lavori giovanili si percepisce già la predilezione verso un segno asciutto e una dimensione visionaria e perturbante. L’artista rimane infatti suggestionato dal linguaggio nordico iscrivibile alla linea e all’immaginario di Dürer, Max Klinger, Odilon Redon e Arnold Böcklin.

    Viene subito notato da Vittorio Pica che lo incoraggia a partecipare al concorso per le illustrazioni della Divina commedia.

    Il fascino del noir e il lavoro nell’illustrazione

    Nel 1905 partecipa all’Esposizione di Milano con una serie di disegni a penna dal gusto simbolista e noir come Le tre grazie, Notturno di Chopin, Visione dell’amante morta, La Venere dissepolta e La guerra. Nello stesso anno inizia a lavorare alle illustrazioni per i Racconti di Edgar Allan Poe, un progetto che lo accompagna fino al 1909, quando espone alcune di queste tavole alla Biennale di Venezia insieme Murano e La bella straniera. Con le illustrazioni per le Storie straordinarie di Edgard Allan Poe riesce a sprigionare tutto il suo talento e il suo gusto per l’immaginario noir, e scheletri, mostri, corvi e teschi, iniziano a popolare i suoi lavori. Due anni dopo presenta all’Esposizione Internazionale di Roma altri disegni a penna come le illustrazioni tratte dal Macbeth di Shakespeare, dai Petits poemes en prose di Stéphane Mallarmé e dal Vert-vert di Grasset.

    Nel 1914 presenta invece alla Biennale di Venezia I giardini, La villa del poeta Gerolamo da Bologna, Ritratto della Contessa Revedin, Arlecchino e Ritratto della Marchesa Luisa Casati Stampa. Alberto Martini forse più di chiunque altro ha saputo cogliere lo spirito decadente e perturbante della “Divina Marchesa”.

    Un precursore del surrealismo: il trasferimento a Parigi 

    Negli anni Venti si accosta ad un linguaggio maggiormente plastico ed equilibrato, ma il suo lessico sarà sempre legato ad una visione simbolista che anticipa per certi versi la dimensione onirica ed enigmatica del surrealismo. Alla fine degli anni Venti si dimostra stanco del clima artistico austero milanese legato al Gruppo Novecento e si trasferisce a Parigi, avvicinandosi ad André Breton e ai surrealisti. L’artista non farà mai ufficialmente parte del gruppo, ma sviluppa tematiche affini. Ricorrenti sono le idee della maschera, del doppio e del circo.

    Il mondo visionario e perturbante di Alberto Martini

    Nel 1920 gli viene dedicata una personale alla Galleria Pesaro di Milano con ben centosessantatre lavori tra i quali possiamo menzionare Ritratto della signora T. S., dove affronta il tema del doppio tramite l’espediente dello specchio, Il palazzo ducale di notte, Rivelazione magnetica, La luna nella laguna morta, Il gatto nero, Il corvo, L’incantatrice e i demoni, le illustrazioni per l’Amleto di Shakespeare e per La piccola discussione con la mummia di E.A. Poe.

    Nel 1922 torna alla Biennale di Venezia con una personale di diciotto opere tra le quali Ritratto della signora A. S., altro lavoro sul tema del doppio e dello specchio, Il pietrificatore di cadaveri, Il teatro delle streghe, Il circo della morte e Il destino.

    Espone nuovamente alla Biennale nel 1926 La bella Isotta, L’album di Daumier, nel quale ritrae una fanciulla mentre sfoglia un libro con le opere del pittore e illustratore francese, e torna a raffigurare la Marchesa Casati in La Marchesa Casati, nel costume della Contessa di Castiglione per l’Opera di Parigi.

    Si interessa inoltre di arte decorativa, realizzando carte da parati, stoffe, manifesti pubblicitari ricollegandosi al gusto e all’ideale dell’Arts & Craft di William Morris.

    Muore a Milano nel 1954.

     

    Emanuela Di Vivona

     

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