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Pittore

Andrea Picchi


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Andrea Picchi

( Firenze 1823 - ? )

Pittore

    Andrea Picchi

    Scultore e intarsiatore toscano, nato a Firenze il 13 aprile 1823 e quivi residente; non studiò sotto nessuna Accademia, ma innamorato fino da giovanetto dell’arte, si dette da solo allo studio ed ha saputo, mercè il suo buon volere e la sua fine intelligenza artistica, crearsi una ben meritata considerazione ed una particolare fama in patria e fuori.

    Avendo osservato con quanto favore venissero adottate verso il finire del secolo XVI ed il cominciare del XVII le cornici ondulate, cosidette a sbalzo, di cui tuttora si vedono non pochi ornamenti e mobili, si diede ad investigare la perduta maniera con cui gli antichi ottenevano tali modini, con il disegno sì variato e bizzarro da produrre, ravvicinati fra loro in uno stesso lavoro, quel brio di riflesso che ben si addice ad ornamenti di specchi, di bassorilievi in metallo ed anco nei membri architettonici degli stipi.

    Dopo molte prove e studi, essendo riuscito a ideare una macchina che con due vari pialletti in differenti modi inclinati, atti a tagliare il legno e produrre appunto quei regoletti in tante guise operati, ne presentò una serie molto distinta all’Accademia, la quale vedendo con piacere questa lavorazione ora risorta fra noi, ritenne conveniente che ne fosse fatto un accurato esame, e gli fu larga di lodi e lo ascrisse tra i suoi soci più distinti.

    La prima cornice a sbalzo in ebano costruita dal Picchi ordinata da S. E. la principessa Eleonora Corsini, per regalarsi alla sposa del figlio suo Don Tommaso, principessa Barberini, e trovasi attualmente nel palazzo Corsini sul Prato a Firenze.

    In quello Corsini situato nei Lungarni havvi un tabernacolo in ebano, pure del Picchi, che racchiude il famoso Crocifisso in avorio che appartenne al papa Pio V.

    Fra le opere più interessanti di questo artista meritano poi particolar menzione: uno stipo, stile secolo XVI in ebano, con statuette in bronzo e un intercolonio con pitture su porcellana, esposto a Parigi nel 1867, che gli meritò il diploma d’onore e che fu venduto al barone Sterne di Londra; un mobile di noce intarsiato e scolpito ad uso di scrittoio, stile tra il quattro e il cinquecento, che ebbe pure il diploma d’onore alla Esposizione italiana del 1888 a Londra, di cui la stampa inglese parlò assai favorevolmente, e che fu venduto al Presidente della Camera di Commercio di Dublino, Sir Richard Martin; indi il disegno di un altare di stile gotico fiorentino da eseguirsi in legno scolpito dorato e miniato, che fu fatto per un concorso bandito da una Società cattolica di Bologna per essere regalato al pontefice Leone XIII per il suo Giubbileo, e di cui la Società editrice dei ‘Ricordi di Architettura’ in Firenze pubblicò il disegno.

    Il Picchi ha inoltre scolpiti e intarsiati due tabernacoletti in noce, stile quattro-cinquecento, eseguiti per commissione di S. E. Don Lorenzo dei Principi Corsini, e da questo regalati S. S. Leone XIII, più una grande quantità di altri lavori, alcuni dei quali eseguiti per conto di S. M. l’Imperatrice di Russia della Imperatrice Vittoria di Germania per S. A. reale e imperiale la Duchessa d’Edimburgo, per S. M. la Regina d’Italia e per tanti altri illustri personaggi, fra questi il Principe Demidoff, per conto del quale eseguì le cornici da porsi a una collezione di quadri fiamminghi di un valore considerevole.

    Oltre il pregio artistico non comune, nelle opere del Picchi si riscontra una solidità di costruzione veramente eccezionale unita ad un gusto squisito e ad una esecuzione perfetta dovuta ad uno studio attento e indefesso fatto sopra oggetti d’arte antichi e ad una pratica incontestabile acquistata in molti anni di lavoro.

    Il Picchi è socio della R. Accademia di Arti e Manifatture di Firenze, della R. Accademia di Urbino, della R. Associazione dei Benemeriti di Palermo e di altri sodalizi.

     

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