Hai cercato
Pittore
Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone
Sei interessato alla vendita o all'acquisto delle sue opere?
Acquistiamo opere di questo artista
e di altri pittori e scultori dal XVI secolo sino alla prima metà del XX secolo
La galleria Berardi offre un servizio gratuito e senza impegno di valutazione di opere di arte antiche e moderne. Per orientarsi nel mercato dell'arte, assai complesso e pieno di sfumature, è meglio affidarsi ad un consulente professionista che sappia rispondere in maniera veloce e concreta alle tue esigenze. La chiarezza delle risposte risolverà in maniera efficace la necessità di stimare o mettere in vendita un bene.
Contattaci immediatamente senza impegno
Risposte anche in 24 ore:
Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone
Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone probabilmente nasce a Milano poco dopo la metà del Seicento, ma non ci sono notizie certe sul luogo o anno di nascita e morte. Si specializza in un repertorio animalista rappresentando scene di caccia, volatili, animali da cortile o pesci.
Tali soggetti rievocano un’eredità nordica, in particolare fiamminga, legata ad alcuni pittori della cerchia di Rubens, quali F. Snyders e Paulus de Vos, e altri specialisti quali J. Fyt, i Weenix e gli Hondecoeter. Da questi artisti deriva anche il modo contrapposto che il pittore ha di trattare i suoi soggetti: da una parte le cruente scene di caccia, dall’altra le pacifiche atmosfere della vita da cortile.
Importanti anche le influenze degli artisti italiani come Giovanni Agostino Cassana, Anton Maria Vassallo e la scuola lombardo-ligure o quella napoletana di Baldassarre De Caro.
Il pittore apre poi una fiorente bottega nella cui lavorerà anche il figlio. I loro linguaggi risultano molto simili il che rende spesso difficoltosa l’attribuzione dei loro dipinti.
I committenti del pittore provengono dalla piccola nobiltà o dalla ricca borghesia, grandi amanti di questi soggetti di matrice nordica. G. F. Arese aveva nella sua collezione, oggi dispersa in seguito al crollo dell’Impero napoleonico, quattordici tele dell’artista, e sei del figlio.
Nelle collezioni civiche milanesi sono confluite delle opere del pittore che prima erano di proprietà delle famiglie Attendolo Bolognini, Guasconi e Tariii. Altri committenti lombardi sono i Casati, i Visconti di Saliceto, i cremonesi Ala Ponzone, il bergamasco Carrara, mentre in Piemonte suoi estimatori sono i Savoia, a cui però preferiscono il figlio.
Di alcuni esemplari della sua produzione si è persa traccia, mentre ve ne sono alcuni in collezioni pubbliche come Tacchini e pulcini della Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, Gallinacei, al Museo Civico di Cremona, Autoritratto in veste da cacciatore, all’Accademia di Brera di Milano; Gallo, tacchini, pulcini, alla Pinacoteca Ambrosiana sempre a Milano. Molte tele sono nelle raccolte del Castello Sforzesco di Milano come Natura morta di cacciagione, Tre tacchini, Uccelli acquatici in palude, Gallinacei, Uccelli morti e Selvaggina morta. Nelle collezioni torinesi invece troviamo al Museo civico Caccia al cervo e Caccia al lupo, e a Palazzo Madama Pavoni, tacchini e conigli e Pavone, pappagallo e tacchini.
Probabilmente il pittore muore intorno al 1730.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.