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Pittore
Annibale Angelini
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Annibale Angelini
Annibale Angelini, nato a Perugia nel 1812, compie la prima formazione presso l’Accademia locale, dove è allievo del pittore purista Tommaso Minardi. In seguito, si trasferisce a Roma per studiare all’Accademia di San Luca e poi a Firenze e a Milano, dove ha come maestro lo scenografo, architetto e pittore Alessandro Sanquirico.
Ben presto, si specializza nella pittura murale, chiamato a decorare numerose dimore italiane. Si occupa della decorazione del soffitto del salone di Palazzo Doria a Roma, della Galleria del Palazzo Reale di Torino e, soprattutto, del Teatro di Orvieto, in cui lavora insieme a Cesare Fracassini.
Eccellente pittore prospettico e quadraturista, nel corso degli anni Sessanta dell’Ottocento, affresca anche diversi palazzi perugini, come Palazzo Angelini, di sua proprietà, adottando una serie di modelli decorativi cinquecenteschi.
Abile restauratore, è stato sinceramente ammirato da Papa Pio IX, che lo ha designato per il restauro della Cappella Paolina, dove Angelini realizzerà anche l’affresco della controfacciata, tra il 1855 e il 1856. Inoltre, sarà impegnato nel restauro degli affreschi di Raffaello nella Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo. È anche conosciuto come scenografo teatrale, ancora profondamente legato ad un impianto neoclassico ed accademico della decorazione.
Come pittore da cavalletto, Annibale Angelini, in età giovanile, si dedica soprattutto a dipinti di storia di carattere celebrativo, come si può riscontrare dal Ritorno di Amedeo VI dall’Oriente e dall’Ezzelino da Romano, entrambi commissionati dal re Carlo Alberto. In realtà la sua produzione pittorica è anche particolarmente ricca di studi d’interni: nel 1863, in occasione della ristrutturazione del Duomo di Perugia e con il desiderio di essere scelto come direttore dei lavori, l’autore realizza una scenografica e maestosa tela che raffigura l’Interno del Duomo di Perugia, donandogli un aspetto puramente trecentesco. Nel 1879, presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia, il pittore espone l’Interno della cupola di San Pietro vista da sopra, l’interno della cupola di San Pietro vista da sotto e l’Interno della basilica di San Pietro, opere che gli fanno ottenere la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e che verranno poi di nuovo mostrate all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880.
Ma la pittura da cavalletto di Annibale Angelini si contraddistingue anche per le numerose vedute prospettiche. Alla Promotrice di Genova del 1856 espone quattro opere intitolate Paese e a quella del 1863 una serie di vedute, tra cui Meriggio, Bosco di Villa Doria, Nevicata nel contorno Vallese e Tramonto, Contorno di Tivoli.
Al 1869 risale l’ariosa e luminosa veduta inedita Il ponte del Soldino, esemplare dipinto che riflette a pieno l’attività di Annibale Angelini come uno degli ultimi e più importanti teorici della prospettiva. Attività che porta avanti anche nel suo ruolo di insegnante di Prospettiva teatrale presso l’Accademia di San Luca a partire dal 1851.
Elena Lago
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.