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Pittore

Antonio Barrera


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Antonio Barrera

( Roma 1889 - Forli' 1970 )

Pittore

    Antonio Barrera

    Antonio Barrera nasce a Roma nel 1889. Allievo di Pietro Gaudenzi, aderisce sin da subito ai modi del ritorno all’ordine, facendosi interprete di una pittura in cui le figure sono pervase da un solido plasticismo e in cui il colore, steso in maniera equilibrata ed armoniosa, contribuisce a dare all’impianto compositivo un senso di architettonica solennità.

    Una pittura equilibrata nel segno del ritorno all’ordine

    Esordisce trentunenne alla Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma del 1920 con alcune marine, tra cui Porto di Civitavecchia, mentre nel 1922 è alla Biennale di Venezia con I poveri e Ritratto. In queste prime opere di Antonio Barrera si nota una sicura vicinanza alle istanze di Novecento, soprattutto nella scelta di temi della modernità declinati in un classicismo che si rifà pienamente alla tradizione italiana del Quattrocento.

    Ciò si nota ancor di più nella volontà di riproposizione di alcuni soggetti sacri e profani cari alla pittura rinascimentale, dalla Susanna della Biennale del 1924 alla Conversazione della Biennale di quattro anni dopo. Il pittore romano adotta un realismo misurato in cui ogni figura si inserisce alla perfezione nello spazio ponderato ed ordinato, che spesso emana un evocativo silenzio quasi magico.

    Queste caratteristiche ben si esprimono nelle opere presentate alla I Sindacale Fascista del Lazio del 1929: Il mozzo in vacanza, La rotonda, Nella fattoria, La piazza del villaggio e Il porto. Un delicato e calibrato uso dei chiaroscuri rende eleganti e misteriosi alcuni ritratti muliebri, come quello presentato alla Sindacale dell’anno successivo, insieme a Madre, Infante e Il corpo di Guardia.

    Nonostante siano pochissime le notizie biografiche di Antonio Barrera, si può dedurre l’andamento della sua poetica dalle numerose rassegne nazionali e internazionali cui partecipa regolarmente almeno fino alla Seconda guerra mondiale. Nel 1929 ottiene un premio d’onore alla Mostra di Barcellona e diverse sue opere sono conservate in collezioni museali italiane.

    Tra narrazione locale e pittura coloniale

    L’anno successivo è presente alla Biennale di Venezia con il monumentale dipinto La via di Roma e con La torre di Ponte Milvio, mentre nel 1931 partecipa alla I Quadriennale di Roma con sette opere: Luigi Chiarelli, La ronda dei lupi di mare, La scarrozzata, La tenda del calafato, Sulla spiaggia, La barca rossa, Serenità.

    Nel 1932, Antonio Barrera compare, insieme ad Enrico Paulucci come curatore artistico di una sezione della Mostra della Rivoluzione Fascista e, nello stesso anno, espone alla Biennale alcune vedute delicate di Parigi, come Sulla Senna e Vecchia Parigi, che testimoniano un suo soggiorno nella città francese.

    A questo punto, il suo cromatismo si riempie di un’intensa luminosità e il disegno lascia piano piano il passo all’interazione di compatte sezioni di colore vivo, come si nota nella tela Roma dal Pincio del 1936. Le figure mantengono la loro poetica solidità, come si nota da uno dei suoi dipinti più famosi, Il navigante e la Circeide, esposto alla Quadriennale romana del 1939 e conservato oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Negli anni Trenta compie un viaggio in Libia, testimoniato dalla sua presenza alla I Mostra delle Terre italiane d’Oltremare di Napoli del 1940. Nel padiglione della Libia realizza una Pittura murale in cui la rappresentazione esotica e coloniale si unisce alla sua consueta solidità formale, così come avviene nella Benedizione della barca, opera conservata al Museo delle Civiltà di Roma e nel Forno di Suk el Ginna, comparsa alla Mostra d’Arte Coloniale del 1931.

    Elena Lago

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    Opere di Antonio Barrera


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