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Pittore

Antonio Mercurio Amorosi


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Antonio Mercurio Amorosi

( Comunanza 1660 - 1738 )

Pittore

    Antonio Mercurio Amorosi

    Antonio Mercurio Amorosi, questo pittore viene ricordato ampiamente per le scene di genere, le cosiddette bambocciate e i ritratti di fanciulli. Tali soggetti gli assicurarono un grande successo tra i contemporanei.

    La produzione artistica di Amorosi è stata spesso confusa con quella di Monsù Bernardo, una prima distinzione venne fatta dal Longhi, nel 1938. Studia inizialmente a Roma presso la bottega del pittore Giuseppe Ghezzi, tra il 1676 e il 1687. Esegue la Madonna di Loreto per Santa Caterina a Comunanza, nell’arco di tempo compreso tra 1687 e 1699, con l’aiuto del figlio di Ghezzi, Piero.

    La decorazione del palazzo comunale di Civitavecchia è ascrivibile al 1699, ormai perduta, raffigurava Innocenzo XII nell’atto di ricevere il magistrato e di fronte la Madonna con Santa Ferma protettrice di Civitavecchia. È il 1702 quando conclude il San Gregorio e le anime purganti presso Santa Maria della morte, sempre a Civitavecchia. Nella fase posteriore le commissioni si fecero più rade, tra queste si ricordano San Francesco di Paola a Roma per San Rocco e la pala d’altare per San Bernardino ai Monti.

    L’Amorosi fece parte di un circuito anti accademico con preferenza per l’arte di genere, scene di battaglia e paesaggi, in contrasto con l’Accademia di San Luca e l’ambiente ufficiale. Nel 1715 partecipa alla commissione per la decorazione di Palazzo Ruspoli a Roma. I lavori furono diretti Domenico Paradisi, architetto e decoratore. Al progetto partecipano altri artisti tra cui Pietro Paolo Cennini, Andrea Locatelli, Giulio Solimena e altri.

    Al pittore fu affidata la decorazione di una sala con scene di bambocciate. La sua produzione di genere può essere scissa in due sottogruppi: il primo consiste nel proporre figure intere o mezze secondo lo schema post-caravaggesco keilhauiano, il secondo con figure di dimensioni minori inserite in un più ampio contesto. Nei caratteri di questa produzione emerge la poetica dell’Arcadia, disinteressata ai problemi sociali ma d’altra parte sensibile alla semplicità e alla natura.

    La sua prima opera conosciuta è il ritratto di un bambino, Filippo ricci ora New York, risalente al 1690. Tra le sue opere sì segnalano la Scena di BettolaContadinella con pulcino, Il ragazzo con ombrellino.

    Nel 1725 all’interno dell’inventario del cardinal Pamphili vengono citati 4 dipinti presenti ad Albano: Puttina con un melo in mano, Puttina con la Santa Croce in manoPuttino che suona la zampogna, e Puttino che tiene un cardellino in mano. Svolse anche attività di restauratore e copista.

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