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Pittore

Antonio Varni


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Antonio Varni

( Genova 1841 - 1908 )

Pittore

    Antonio Varni

    Antonio Varni, pittore ligure, nato a Genova nel 1841. Compiuti i primi studi, volle seguire l’arte del padre, che era pure pittore. Studiò perciò a Genova in quell’Accademia di Belle Arti, ove riportò vari premi e la pensione Marcello Durazzo. Si recò quindi a Firenze ove rimase per cinque anni, e vi studiò gli antichi maestri ed i moderni, però la sua prediletta maestra fu sempre la natura.

    Tra i molti quadri condotti da questo artista, notiamo: “Una passeggiata”, quadro a olio esposto e assai lodato dalla stampa genovese; “Petrarca che induce il pittore Memmi a ritrarre furtivamente madonna Laura”; “Saffo che medita il suicidio”; “Don Abbondio e il cardinal Borromeo”; “Vittima della primogenitura”, che potrebbe anche chiamarsi: “Una vittima del chiostro”, perché rappresenta una giovane monaca sul letto di morte, uccisa dalla vita claustrale cui l’han sacrificata le convenienze di famiglia; “Un saccheggio e strage dei mussulmani in una casa di Bulgaria”; “L’isola di Favignana”.

    Fra i molti suoi lavori fece anche: “Un novelliere fiorentino”, quadretto di genere, acquistato dal console turco residente a Genova; quattro quadri rappresentanti altrettante scene dei Promessi Sposi di Manzoni, cioè: “Don Abbondio che accompagna l’innominato”; “Padre Cristoforo in casa di Agnese”; “Lucia al convento di Monza”; “Renzo e L’Azzeccagarbugli”.

    Questi dipinti fece per commissione del banchiere D. Parodi di Genova. Dipinse “Sordello”, che ottenne il premio lasciato dal principe Oddone a Genova. Fece pure la “Morte di Annita Garibaldi”. Recentemente mandava alla Mostra Milanese, dove trovava subito compratore, un brillante quadretto di genere: “Politica in convento”.

    Fece poi: “L’organetto del villaggio”; “In tempo…. triste pagina del secolo XIX”; “Per amore”; “Chiostro” e “Un bel mattino a Pegli”, esposti tutti in varie città d’Italia.

    Tutte le volte che i suoi lavori furono esposti la critica lì giudicò come lavori seri, e pur rilevandone le mende, particolarmente nel colorito, riconobbe nel Varni una calda fantasia di compositore ed un sentimento squisito del bello.

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