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Armando Spadini


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Armando Spadini

( Firenze 1883 - Roma 1925 )

Pittore

    Armando Spadini

    Armando Spadini, nato a Poggio a Caiano, frequenta le Scuole professionali di Firenze ed in seguito i corsi di decorazione e ceramica all’Istituto d’Arte.

    Avviato dunque già molto giovane alla carriera artistica, si iscrive alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Firenze. Durante gli anni di studio visita spessissimo i musei fiorentini per copiare dai maestri del Cinquecento e del Seicento.

    Acquisisce così un’ottima dimensione cromatica e disegnativa e dall’altra parte si avvicina anche al pittore simbolista Adolfo De Carolis. Divenendo suo allievo e collaboratore, entra inevitabilmente in contatto con la cerchia di pittori simbolisti tedeschi in Italia, tra cui Böcklin e Von Mareés, anche se non viene attratto eccessivamente dal loro linguaggio.

    Pur notandosi accenti simbolisti nelle sue prime opere, è sempre più chiaro il suo avvicinamento all’arte del Rinascimento e del Seicento, prediligendo forme chiare e semplici e rispettando la tradizione pittorica italiana.

    Il ritorno ai valori rinascimentali era del resto stato auspicato anche dal suo maestro De Carolis, che a contatto con Nino Costa, era partito dall’influenza preraffaellita per approdare ad un revival michelangiolesco.

    Dunque, la carriera di Spadini inizia tra queste forti e variegate suggestioni che lo portano a realizzare incisioni, illustrazioni ed ex libris legati al linguaggio liberty. Si autoritrae alla maniera rinascimentale e partecipa al concorso Alinari per l’illustrazione della Divina Commedia nel 1901.

    Si occupa del XIII canto dell’Inferno, conquistando il secondo premio, mentre il primo viene ottenuto da Alberto Zardo. Accenti simbolisti e uno spiccato naturalismo di matrice toscana si uniscono in un felice accostamento che già anticipa le forti qualità del giovane artista.

    Dopo il concorso Alinari si reca a Napoli per il servizio militare. Terminato questo impegno, sposa Pasqualina Cervone, sua compagna all’Accademia, allieva di Giovanni Fattori. Piano piano, diventerà la principale musa di Spadini, insieme ai suoi figli, presenti in numerosi ritratti, da quelli di ispirazione liberty, fino a quelli più maturi, afferenti alla sfera dell’impressionismo, di cui l’autore diventa un grande interprete.

    Nel 1906 a Firenze, espone Ritratto di donna e due Studi e, ottenuto il Pensionato, tre anni dopo, si trasferisce a Roma. Non viene minimamente attratto dalle Avanguardie, anzi ciò che lo attira maggiormente è la luce dei paesaggi romani, che inizia a fare protagonista dei suoi dipinti, insieme al colore. Legato alla tradizione italiana, non può che farsi interprete di un purismo che anticipa in qualche modo le esperienze dei ritorni all’ordine.

    Espone comunque alla mostra della Secessione romana: nel 1915 vi presenta ben dieci opere, tra cui FamigliaBambino con cavalloVilla BorgheseLa Signora SpadiniIl mio bambino e La pergola. Alla successiva del 1916 presenta Figure nudePincioViale di Villa Borghese e Frutta, avviandosi alla personale che gli viene dedicata alla Casina Valadier nel 1918.

    Poche altre saranno le sue apparizioni pubbliche, anche perché la sua pittura, negli anni del dopoguerra, verrà interessata da numerose critiche. Il suo rapporto con “Valori Plastici” è controverso: Roberto Melli non rispetta la sua pittura che considera poco innovativa.

    Ma d’altra parte Carrà e De Chirico apprezzano lo stile antico e semplice, fedelissimo alla natura di Spadini. In questi anni, si fa ancora più vivo il suo indirizzo impressionista: la pennellata è pastosa e densa, l’ispirazione è tutta legata alla pittura di Renoir e al Seicento.

    Viene apprezzato da “La Ronda” e da Ugo Ojetti, per cui, tra le fila dei classicisti espone alla Fiorentina Primaverile del 1922 RitrattoBovi nella stalla e Paese. Nel 1924 gli viene dedicata una personale alla Biennale di Venezia, in cui espone trentasette opere, tra cui Ritratto del pittore e della moglieBambini con ventaglioDonna addormentataMadre che bacia il bambinoRitratto della Signora SpadiniDue ragazzi con pesciLillo addormentatoAnna che leggeConfidenze Due ragazzi e natura morta.

    Solamente un anno dopo, Spadini muore a Roma, a soli 42 anni. Nel 1931, presso la I Quadriennale di Roma, gli viene dedicata un’ampia retrospettiva comprendente quasi cinquanta opere, riassuntive della sua carriera.

    Ne sono esempio Ragazzo con aragostaPettinatriceBimbi e fioriMusica al PincioMadonnaBagnantiPiazza del PopoloStudio per MosèLa bimba col caneAmore dormienteColazione in campagnaRitratto della madreLe tre età e Andrea col gatto.

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