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Pittore
Arnold Böcklin
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Arnold Böcklin
Le opere simboliste a olio su tela di Arnold Böcklin di dimensioni medie presentano valutazioni comprese tra 6.000 e 35.000 euro. Le composizioni monumentali e più complesse si collocano tra 40.000 e 220.000 euro, mentre i capolavori museali possono superare i 500.000 euro.
Disegni, incisioni e tecniche miste su carta si attestano tra 500 e 7.000 euro.
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Arnold Böcklin nasce a Basilea nel 1827 in una famiglia di commercianti e riceve una prima educazione artistica nella città natale. Tra il 1845 e il 1847 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, dove si forma sotto la guida di Johann Wilhelm Schirmer e stringe un rapporto complesso e duraturo con Anselm Feuerbach. Negli anni immediatamente successivi amplia la propria esperienza attraverso numerosi viaggi di studio: visita Bruxelles e Anversa, approfondendo la pittura fiamminga del XVI e XVII secolo, soggiorna a Ginevra come allievo di Alexandre Calame e, nel 1848, si reca a Parigi durante i moti rivoluzionari, confrontandosi con la pittura di Thomas Couture e con il dibattito artistico contemporaneo.
Rientrato a Basilea per circa due anni, si dedica inizialmente a paesaggi alpini di ascendenza romantica, per poi compiere nel 1850 il primo decisivo soggiorno romano. Nella capitale entra in contatto con Nino Costa e con l’ambiente dei pittori stranieri, sperimentando una pittura dal vero capace di coniugare osservazione naturale e tensione poetica. Dopo un breve ritorno in Svizzera, si stabilisce nuovamente a Roma fino al 1857 e sposa Angela Pascucci. Gli anni successivi sono segnati da frequenti spostamenti tra Italia e Germania e da un grave episodio di tifo contratto a Monaco, che incide negativamente sulle sue condizioni economiche. A partire dagli anni Sessanta, tuttavia, la sua carriera conosce una fase di rinnovata stabilità: ottiene la cattedra alla Kunstschule di Weimar, entra in rapporto con il conte Schack e consolida il proprio prestigio internazionale. Seguono un intenso periodo monacense nella seconda metà degli anni Settanta e il trasferimento a Firenze, dove risiede stabilmente fino al 1885.
Nel corso della sua attività Böcklin sperimenta diverse tecniche, dall’olio all’encausto fino all’affresco, elaborando progressivamente un linguaggio simbolista del tutto personale. Nei soggiorni romani e italiani matura una visione immaginifica del paesaggio mediterraneo, popolato da figure mitologiche che trasformano luoghi reali in scenari senza tempo: esempi emblematici sono Lo spavento panico (1860) e Medea (1870). Tra il 1866 e il 1871, durante una permanenza a Basilea, realizza una Pietà e il ciclo di affreschi per la scalinata del Museo cittadino. Negli anni Settanta, a Monaco, divide lo studio con Franz von Lenbach e avvia una produzione ispirata alla letteratura, dando origine al ciclo dell’Orlando Furioso.
Il periodo fiorentino è caratterizzato da una riflessione sempre più intensa sul mito classico e sulla poesia omerica, che accompagna l’artista per tutta la vita: nascono opere come Tritone e Nereide, Odisseo e Calipso (1882) e le cinque celebri versioni de L’Isola dei Morti. Nel 1889 partecipa all’esposizione di In Arte Libertas con Fantasia e Monti Parioli. Dopo un infarto nel 1892 si stabilisce prima tra la Liguria e Firenze, quindi a Fiesole, dove si spegne nel 1901, lasciando un corpus di opere che lo consacra come una delle figure centrali del simbolismo europeo tra Otto e Novecento.
Elena Lago
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.