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Pittore

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Belisario Gioja

( Roma 1829 - 1906 )

Pittore

    Belisario Gioja

     Belisario Gioja nasce a Roma nel 1862 e si forma sotto l’ala del padre Belisario, pittore di genere. Al 1878 risale il primo dipinto di Edoardo, realizzato insieme al padre, Dall’antiquario. Il suo esordio risale al 1882, quando partecipa alla Fiera Artistica Internazionale con diversi dipinti in costume medievale, ancora di stampo paterno, e con il paesaggio ad acquarello Porto d’Anzio.

    Nel 1883, invece, prende parte all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma con quattro dipinti ancora legati alla pittura di genere: Fantasie marinarescheVino nostrale, La partenza per la caccia e Studio d’estate.

    Partecipa poi a numerose edizioni delle mostre degli Amatori e Cultori di Belle Arti con una serie di studi di paesaggi e marine, ma anche con i consueti dipinti di genere come Una lezione di canto.

    Dopo aver sposato Eugenia Vasio nel 1889, compie un viaggio nei Paesi Bassi, mentre nel 1891 si avvicina all’associazione In Arte Libertas ed in particolare a Nino Costa. Nel Ritratto della moglie, esposto proprio nel 1891, vi è infatti un’iscrizione che ci indica proprio la sua appartenenza al gruppo, svolta pittorica che lo indirizza verso l’abbandono dei temi di genere in favore dell’adesione a temi simbolisti e liberty.

    Stringe una forte amicizia con Adolfo De Carolis e con Alessandro Morani, e partecipa assiduamente a tutte le mostre di In Arte Libertas. Nel 1892 presenta un cofanetto nuziale in stucco dipinto e i paesaggi Soratte e Agricola incurvo terram molitus aratro, mentre all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma del 1893 compaiono In Anzio e un Ritratto.

    In questi anni, Gioja di serve spesso della fotografia come base per l’elaborazione dei propri dipinti. Sarà un medium fondamentale per tutta la sua carriera, anche per la documentazione di diverse decorazioni ambientali poi andate perdute.

    Il gusto preraffaellita emerga da gran parte dei suoi dipinti, siano essi paesaggi come Idillio nel bosco, siano essi ritratti come quello della Signorina HertzStudi di fiori compaiono alla mostra di In Arte Libertas del 1896, mentre a quella dell’anno successivo diversi Studi decorativi che evidenziano la sua propensione verso la cultura liberty, come avviene anche per i quattro dipinti con Le stagioni conservati nel suo archivio di fotografie e studi ed esposti solo nel 1900 con In Arte Libertas.

    Conserviamo foto anche della progettazione dell’arredamento di Villa Manzi a Roma e della decorazione di Palazzetto Zuccari, su incarico della signorina Hertz. Nel 1899, nel frattempo, partecipa alla Biennale di Venezia con i paesaggi La rupe dei falchiLe rocceLa burrascaLa calmaL’onda e Aurora, dipinti che anticipano la sua partecipazione al gruppo dei “XXV della Campagna Romana” nel 1904, insieme all’amico Enrico Coleman.

    All’inizio del Novecento Gioja compie un viaggio in Inghilterra, per rimanervi per circa un anno, entrando in contatto con artisti inglesi e lavorando prevalentemente come ritrattista. Negli anni Dieci progetta la decorazione del Villino Ravà delle Rose, sul lungotevere Arnaldo da Brescia.

    Arredamento, scalinate, decorazione interna ed esterna mostrano tutta la sua propensione verso il simbolismo liberty, grazie anche alla realizzazione di affreschi interni con allegorie e rappresentazioni della donna impegnata in diverse attività. Al 1913 risale la decorazione del salone da ballo dell’ambasciata italiana a Vienna con Il trionfo dell’Italia, una delle tante opere celebrative dell’artista. Nel 1919 si trasferisce definitivamente a Londra continuando la sua attività di ritrattista e vi muore nel 1937.

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