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Camillo Crespolani


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Camillo Crespolani

( Modena 1798 - 1861 )

    Camillo Crespolani

    Camillo Crespolani nasce a Modena nel 1798. Si forma presso l’Accademia Atestina di Belle Arti a partire dal 1817, dove si specializza nell’ornato e dove espone per la prima volta nel 1821. Quattro anni dopo, riceve dal duca di Modena Francesco IV una pensione che gli consente di trasferirsi a Milano per perfezionarsi presso l’Accademia di Belle Arti.

    La formazione tra Modena e Milano

    Già nel corso del 1825, sotto la guida dell’architetto, scenografo e pittore prospettico Alessandro Sanquirico, il giovane artista si fa subito notare in ambito accademico milanese, ottenendo un premio per la prospettiva. Abilissimo nella resa degli interni e delle architetture, si inoltra anche nella progettazione di scenografie teatrali, che lo conduce al debutto nel 1827 al teatro di Modena con le scenografie per Eduardo e Cristina di Rossini.

    Tra Modena e Reggio Emilia si svolge in questi anni il fulcro dell’attività artistica di Camillo Crespolani, non solo come scenografo, ma anche come progettista di apparati effimeri per feste e celebrazioni e come decoratore di numerose chiese locali, tra cui la chiesa di San Rocco, e teatri, come quello di Correggio.

    Pittura, ornato e scenografia

    Scenografia, architettura, ornato e pittura si uniscono nella carriera di Crespolani, con grande agilità e naturalezza, aggiungendosi anche all’attività didattica: il pittore modenese, infatti, è professore onorario all’Accademia Atestina dal 1833 al 1837, anno in cui ottiene la cattedra di ornato. Dal 1844, è anche insegnante di prospettiva e scenografia.

    Nonostante la sua attività possa essere ricondotta principalmente all’ambito decorativo e scenografico, l’artista, soprattutto tra gli anni Quaranta e Cinquanta, si dedica ad una serie di vedute e prospettive dotate di singolare freschezza e armonia. Gli spazi, le prospettive, le quinte sceniche si giustappongono con elegante consequenzialità, sotto una luce chiara che dona aria e ampio respiro.

    Le vedute cittadine eseguite a Milano, Modena e Reggio offrono uno sguardo classicista e allo stesso tempo personale, attraverso la sapiente gestione del luminismo e delle piccole figure inserite nelle impeccabili rese prospettiche.

    Ne sono esempio le opere Ospedale degli infermi a Milano e le tre vedute dedicate a Modena Foro Boario, Palazzo Ducale e il Duomo. Attivo fino agli ultimi anni, soprattutto nell’ambito accademico, Camillo Crespolani muore a Modena nel 1861, a sessantatré anni.

    Elena Lago

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