Hai cercato

Pittore

Camillo Miola


Sei interessato alla vendita o all'acquisto delle sue opere?

Acquistiamo opere di questo artista

e di altri pittori e scultori dal XVI secolo sino alla prima metà del XX secolo

La galleria Berardi offre un servizio gratuito e senza impegno di valutazione di opere di arte antiche e moderne. Per orientarsi nel mercato dell'arte, assai complesso e pieno di sfumature, è meglio affidarsi ad un consulente professionista che sappia rispondere in maniera veloce e concreta alle tue esigenze. La chiarezza delle risposte risolverà in maniera efficace la necessità di stimare o mettere in vendita un bene.

Contattaci immediatamente senza impegno

Risposte anche in 24 ore:

Telefono

06.97.606.127

E-mail

info@berardiarte.it

Whatsapp

347.783.5083

Camillo Miola

( Napoli 1840 - 1919 )

Pittore

    Camillo Miola

    Camillo Miola studiò belle lettere sotto la guida dei Gesuiti in Napoli ed all’età di diciotto anni era già impiegato in un ministero del governo borbonico. Ma quando le amministrazioni ministeriali, per le vicende dell’epoca, furono trasferite a Torino, egli rinunziò ad una carriera che non amava e si diè tutto alla sua vocazione di artista, riprendendo gli studi di disegno, che già anni prima aveva iniziato nell’Istituto di Belle Arti di Napoli.

    Contemporaneamente frequentava i corsi di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, e molto gli valsero i consigli dei due illustri capiscuola. Migliorò molto la sua arte e ben presto prese parte alle Esposizioni Nazionali e Internazionali. Nel 1864 visitò Roma e nel 1867, dopo un giro a scopo di studio per parecchie città italiane, passando per Firenze e Milano si recò a Parigi insieme al Morelli. Restò in quella grande metropoli per oltre sei mesi, frequentando l’Esposizione Universale.

    In questa grande ed importante Mostra, in cui figuravano non pochi lavori di artisti italiani di ogni regione, era esposto il “Plauto Mugnaio” del Miola insieme ai quadri del Morelli, del Palizzi, del Tofano, del Toma ed altri. E quel quadro ebbe, con gli altri, un successo veramente importante nell’affermazione della scuola napoletana. In questo frattempo, il grande Meissonnier ebbe a cuore di tenere il Miola per parecchi mesi nel suo studio a Poissy, dove il pittore napoletano eseguì pregevolissimi lavori.

    Nell’autunno dello stesso anno fece un breve viaggio in Inghilterra e poi tornò in Napoli. Qui riprese con ardore a dipingere e menò a termine belle opere. Il Miola è uno dei più diligenti e studiosi cultori dell’antichità classica e quasi tutti i suoi quadri rappresentano soggetti della storia greca o romana. Uno dei quadri che più hanno richiamato l’attenzione del pubblico e degli artisti è “Il fatto di Virginia”, comparso alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma del 1883.

    Anche per questo quadro il Miola ha tratto l’argomento della storia antica di Roma e ne ha ricavato un bell’effetto, poiché la scena è davvero impressionante. Sulla via, dal selciato mal connesso, giace il corpo inerte ed insanguinato della bella fanciulla, mentre un macellaio, poco lungi, comparso sulla soglia della sua bottega, si accorge spaventato che l’uccisore si è servito di un coltello preso sul suo banco, per compiere la sua opera spietata; e la folla guarda atterrita, commenta, commisera e quasi attende l’epilogo della rapida e sanguinosa azione.

    Lo stupore pieno di paura del macellaio, la sorpresa ed il terrore della folla e la immobilità mortale della donna giacente, tutto è reso in maniera magistrale e tutto rievoca con precisione un’epoca pur grande nella sua efferatezza. Il Miola è stato un assiduo espositore della Società Promotrice Salvator Rosa di Napoli dalla I alla XXXIV (1862-1911), ed in questo periodo non breve ha prodotto molte opere di pregio.

    Nella Mostra del 1862 comparve il dipinto “Franciscolo Pusterla ed il Pizzano astrologo”; nel 1863, 1877, 1882 e 1884 i lavori “Anacreonte e la sua colomba”. “Le lavandaie”, “Sentinella di prua” e “Il fatto di Virginia”, furono acquistati da S. M. il Re Vittorio Emanuele II e da S. M. il Re Umberto I; nel 1864, “Plauto Mugnaio” fu acquistato dal Municipio di Napoli; nel 1874 e 1887 i quadri “Tarquinio e la Sibilla”, “Un barbaro ed un romano” furono acquistati dal Banco di Napoli; nel 1877, 1879, 1886 e 1888 i dipinti, “Dopo il lavoro”, “Orazio in villa”, “Rosaria” e “Italia ed Africa” furono acquistati dalla Società e toccarono in sorte rispettivamente al Barone Donato Colletta, a S. A. R. il Principe ereditario, al sig. Eugenio Filo e a S. M. il Re Umberto I.

    LEGGI TUTTO

    acquisto opere artisti e stima pittura e scultura


    Altri artisti che potrebbero interessarti

    Iscriviti alla newsletter per ricevere le mostre in preparazione e le nuove acquisizioni!

    Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.

    Example

    © Copyright Berardi Galleria d'Arte S.r.l.