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Carlo Alberto Baratta


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Carlo Alberto Baratta

( Genova 1754 - 1815 )

Pittore

    Carlo Alberto Baratta

    Carlo Alberto Baratta fu una figura di rilievo nel periodo a cavallo tra Settecento e Ottocento. L’Alizeri gli dedica una nutrita biografia nelle Notizie del 1865. Autodidatta nell’arte del disegno si perfezionò all’interno dell’Accademia Ligustica dedicandosi alla plastica, alla prospettiva e all’intaglio.

    Sin dall’inizio si concentrò probabilmente sulla scenografia insieme al fratello Antonio. Risultano documentati, infatti alcuni suoi progetti per il teatro di Sant’Agostino, appartenenti agli anni ottanta del Settecento, per il teatro della villa Brignole Sale a Voltri e per il teatro di Albaro.

    Meno verificata la sua attività come pittore di figura, Alizeri riportava l’incarico degli affreschi della cappella di Sant’Antonio in Santa Maria della Pace, inoltre abbiamo notizia di 3 medaglie nei mezzanini di palazzo Brignole Sale e di alcune figure per la cantoria in San Giacomo della Marina.

    Appaiono discordanti gli storici in merito alla collocazione degli affreschi ritraenti il Trionfo di Colombo e allegorie delle Arti e delle Scienze nella volta di una sala di Palazzo Rosso, opera che Alizeri riteneva essere vicina all’esecuzione delle Storie di Giuditta dipinte nella Galleria di Palazzo Pasqua-Pallavicini con Paolo Gerolamo Brusco, mentre la Marcenaro nel 1966 preferiva collocarle intorno al 1785.

    Nella pittura a olio l’Alizeri gli riconosceva un “magistero più lento e delicato”, i dipinti eseguiti con questa tecnica erano destinati perlopiù a privati o per diverse chiese del Levante, tra questi la Presentazione della Vergine al tempio della parrocchia di Camogli.

    Lo stile del Baratta è frutto di un sicuro sincretismo tra la tradizione genovese e i modi contemporanei. A riprova di quanto detto sono esemplari i due dipinti la Resurrezione di Lazzaro e Tobia seppellisce i morti,prossimi alle Storie di Sant’Agnese, iniziate da Giovanni David ma che dopo la morte di questo furono portate a termine dal Baratta.

    In Tobia seppellisce i morti gli scenari sono debiti dei modi caravaggeschi e di una più contemporanea stilizzazione delle forme. In Allegoria della notte trapela una sensibilità preromantica, che è ravvisabile più genericamente negli elaborati grafici che furono in parte destinati all’editoria o all’incisione, tecnica a cui il Baratta si dedicò più saltuariamente.

    Fu eletto accademico “sotto l’Albero della Libertà”, designazione riconosciutagli solo con il riavvicinamento dell’Accademia all’aristocrazia genovese. Con l’avvenire del nuovo secolo si ebbero nuovi interventi per Santa Maria della Pace e la chiesa di San Salvatore.

    Nel 1811 il Baratta ottenne l’incarico di conservatore del progetto Museo Civico dall’amministrazione francese, esperienza troncata dalle seguenti vicissitudini politiche.

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