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Pittore

Carlo Arpini


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Carlo Arpini

( Ancona 1866 - Monza (Milano) 1922 )

Pittore

    Carlo Arpini

    Carlo Arpini nasce ad Ancona nel 1866 e si si sposta a Milano per formarsi presso l’Accademia di Brera. Dopo alcuni viaggi formativi in Europa, si stabilisce a Monza, dove si dedica in particolare al genere paesaggistico. La cifra caratteristica del pittore anconetano è la forte attenzione alle variazioni luministiche e alle notazioni temporali, che conferiscono ai suoi paesaggi un aspetto di lirico naturalismo, dove il colore, steso con fare sintetico, diviene il protagonista, insieme alla luce.

    Il paesaggio: un evocativo naturalismo

    L’esordio di Carlo Arpini avviene all’esposizione annuale di Brera del 1885, in cui ha modo di rendere subito noto il suo indirizzo artistico. Presenta, infatti, una serie di paesaggi lirici dedicati al ciclo delle stagioni. La stesura ampia ed emozionante del colore permette di evocare le variazioni atmosferiche e temporali, rendendo la natura protagonista di evocazioni simboliche ed elegiache.

    All’Esposizione torinese del 1892, il pittore espone le due malinconiche vedute Crepuscolo e Impressione, mentre l’opera D’inverno, compare nello stesso anno all’Esposizione Nazionale di Palermo. Dai titoli si possono percepire le note liriche attribuite alla visione naturalistica, come si riscontra nel sinestetico dipinto Poesia dei monti, presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898.

    Alla Mostra Nazionale di Milano per il Traforo del Sempione del 1906 Carlo Arpini si presenta con due dipinti estremamente significativi della sua produzione paesaggistica, Tristi ricordi e Suso in Italia bella giace un lago / Appiè dell’Alpe che serra Lamagna / sovra Tiralli ed ha nome Benaco, che, usando i versi di un canto dell’Inferno dantesco, descrive il territorio del Lago di Garda.

    Le strette ed evocative connessioni tra poesia e pittura, che sembrano ricordare il motto latino ut pictura poësis ricorrono spesso nella produzione di Carlo Arpini, soprattutto quella dedicata alle emozionanti vedute della Lombardia, come Sole di primavera, comparso alla Promotrice di Genova del 1907 e Pace, Vespero e Barche da pesca che espone alla Quadriennale di Torino del 1908.

    È importane evidenziare che i soggetti del pittore non si fermano soltanto alla dimensione paesaggistica, ma si concentrano anche sulla questione sociale, tematica che gli sta molto a cuore, soprattutto nella sua prima parte di produzione. Ciò è testimoniato da diverse opere come i I nostri operai vanno a lavoro, I reietti che compare alla Triennale di Milano del 1894, Il figlio della colpa, del 1897, Lavandaie. Presente alle esposizioni di Torino, Genova e Milano fino al 1919, muore a Monza nel 1922.

    Elena Lago

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    Opere di Carlo Arpini


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