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Pittore

Carlo Chessa


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Carlo Chessa

( Cagliari 1855 - Collegno (Torino) 1912 )

Pittore

    Carlo Chessa

    Carlo Chessa nasce a Cagliari nel 1855. Pittore ed acquafortista, è il padre dell’artista Gigi Chessa che, alla fine degli anni Venti ha fatto parte del gruppo novecentesco dei Sei di Torino. Carlo, formatosi a Cagliari sotto la guida di un frescante locale, si avvicina ben presto alla pratica della litografia.

    Trasferitosi nel 1879 a Torino, inizia a lavorare nello stabilimento litografico di Salussoglia e contemporaneamente frequenta i corsi serali dell’Accademia Albertina, sotto la guida di Enrico Gamba, ai suoi ultimi anni di insegnamento.

    Tra pittura ed incisione a Torino

    Concentrato su una produzione pittorica ed incisoria a metà tra il gusto romantico e quello verista, esordisce alla Promotrice di Torino del 1884 con Ottobre. Le sue vedute delle montagne piemontesi, a volte animate di figure intente nei lavori quotidiani, vengono spesso tradotte in incisioni, produzione per cui Carlo Chessa è maggiormente conosciuto.

    Negli anni Novanta, illustra i Castelli valdostani e canavesani di Giuseppe Giacosa, opera che gli consegna un immediato successo e, nel frattempo, collabora come acquafortista alla rivista “Illustrazione italiana”. Nel 1888 espone a Torino l’Abbigliamento di un angelo e nel 1889 il paesaggio In Valsesia. È legato alla Promotrice di Torino non soltanto come artista partecipante in diverse edizioni, ma anche come illustratore degli Album annuali della mostra, famoso quindi per le traduzioni litografiche delle opere degli artisti in mostra.

    Nel 1890 vi espone Fiori d’aprile, mentre l’anno successivo è presente alla Promotrice di Genova con Val d’Ala. Continua ad esporre a Torino per tutti gli anni Novanta: compaiono La figlia del margaro, Acquafortista (inviato anche alla Permanente di Milano), A 2500 metri, A Stura presso Ala e Giornata triste. Nel 1896, Carlo Chessa partecipa alla Mostra dell’Arte e dei Fiori di Firenze con l’acquaforte Ritratto di Giuseppe Verdi, con cui pochi anni prima aveva vinto il Concorso della Calcografia di Roma.

    L’esperienza parigina

    Espone per l’ultima volta a Torino nel 1897, presentando Lo studio della pittrice. Dopo la nascita del figlio Gigi, si trasferisce a Parigi per sette anni, perché viene chiamato ad eseguire alcune acqueforti di opere di maestri italiani conservate al Museo del Lussemburgo.

    Continua a lavorare anche come disegnatore, occupandosi delle illustrazioni di Madame Bovary, tra gli altri romanzi. Apprezzato molto anche a Parigi, partecipa al Salon del 1901. Rientrato in Italia, muore a Collegno nel 1912, a soli cinquantasette anni.

    Elena Lago

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    Opere di Carlo Chessa


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