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Cesare Cabras


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Cesare Cabras

( Monserrato 1886 - Cagliari 1968 )

Pittore

    Cesare Cabras

    Cesare Cabras nasce a Monserrato, vicino Cagliari nel 1886, da una famiglia di contadini. Sin da piccolo in lui si manifesta un forte propensione verso la pittura, infatti, pur essendo costretto dalle necessità economiche a lavorare nei campi, dipinge le pareti della casa con festoni e ghirlande. Quindi, il lavoro di contadino, che continua a fare per mantenere se stesso e la sua famiglia, si accompagna fino ai vent’anni alla passione per l’arte, tanto che, nel 1905, riesce ad entrare nella bottega del decoratore Giuseppe Conci a Cagliari.

    La vicinanza ai “XXV della Campagna Romana”

    Quest’ultimo lo incoraggia e lo assiste nella scelta di una formazione accademica, per cui il ragazzo si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Qui ha come insegnanti Bruschi, Cambellotti e Bazzani, ma si interessa molto alla poetica dei “XXV della Campagna Romana”, gruppo di paesaggisti istituito nel 1904 e ancora attivo fino agli anni Trenta.

    È attratto dal loro modo di concepire il paesaggio, basato su un naturalismo mediato da sensazioni poetiche e da una certa sensibilità simbolista. Per cui inizia anche lui a recarsi nella campagna romana per farsi interprete di un paesaggio intriso di valenze mistiche, dando una particolare importanza al lavoro contadino, concepito come una sorta di missione. Si diploma in accademia nel 1912 e proprio a questi anni si datano i primi dipinti ufficiali, come La visita dell’eremitano e il Compianto del giovedì Santo. Nel 1913 entra nello studio di Pietro Gaudenzi, ma contemporaneamente si avvicina alla tecnica divisionista, con la quale riesce a dare vita a paesaggi e scene campestri caratterizzati da una grande potenza elegiaca e un attento studio della luce.

    Il racconto per immagini di una Sardegna rurale ed eroica: tra campi e saline

    Dopo la guerra continua a frequentare Gaudenzi, legato a lui personalmente oltre che artisticamente, ma ritorna in Sardegna. Si stabilisce a Teulada dove si dedica senza sosta alla costruzione di una storia contadina locale attraverso la pittura. I suoi paesaggi e le sue scene agresti, come nei primi anni, sembrano voler sottolineare il valore simbolico del lavoro nei campi, come se fosse una sorta di epopea eroica. Tramite questa concezione, aderisce quindi alla propaganda di regime riguardo il lavoro agreste, visto nella sua essenza strettamente mitica e primigenia. Risalgono a questi anni opere come la serie dedicata alle Aie, riprese in diversi luoghi della Sardegna Gli sposi. Dipinto presentato alla Quadriennale romana del 1931, lascia trasparire la profonda riflessione di Cabras sulle usanze popolari e rurali sarde, dato che i due sposi sono in costume tradizionale.

    Alla Biennale di Venezia del 1932 partecipa con un gruppo di ben quattordici dipinti, tra cui Riposo – TeuladaOrgoglio del lavoro – MonserratoDopo la faticaGloria dei campiSudore della fronte – Siliqua e Fragranze della terra – SiliquaMareggiata e Saline compaiono alla Mostra del Sindacato Fascista di Firenze del 1933, e proprio il dipinto sulle saline rappresenta il primo di una lunga serie dedicata a questo tema, ancora una volta tipicamente sardo. Nel 1934 soggiorna in Libia per occuparsi di una serie di pannelli monumentali con scene di vita agreste africana. Tornato in Italia, continua a dipingere fino agli anni Sessanta, sempre seguendo questa sua poetica della narrazione campestre, vista in una sorta di idillio eterno. Muore a Monserrato nel 1968.

    Elena Lago

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