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Cesare Dell’Acqua


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Cesare Dell’Acqua

( Pirano d'Istria 1821 - Bruxelles 1905   )

Pittore

    Cesare Dell’Acqua

    Cesare Dell’Acqua nasce a Pirano d’Istria nel 1821, ma alla morte del padre si trasferisce con la famiglia a Capodistria, e qui effettua i primi studi. Dal 1833 prosegue la sua formazione a Trieste, ma la interrompe presto per lavorare in una casa di spedizioni. Nonostante l’occupazione continua a dedicarsi al disegno e viene notato dallo scultore veneziano Zandomeneghi che ne intuisce il potenziale e, insieme ad altri mecenati, riesce ad ottenere per lui una borsa di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Diviene così allievo di Ludovico Lipparini ed Odorico Politi. 

    La pittura di storia 

    L’artista riceve il primo incarico ufficiale nel 1844 in occasione della visita dell’Imperatore d’Austria Ferdinando I e la moglie Maria Anna di Savoia. Infatti il comune di Trieste commissiona a lui e al pittore Alberto Rieger una serie di litografie che documentino l’episodio del ricevimento imperiale, pubblicate l’anno successivo. 

    L’artista durante la sua carriera dedicherà proprio al tema storico la maggior parte della sua produzione. Sin dagli anni accademici infatti viene iniziato alla pittura di storia, sotto gli insegnamenti di Ludovico Lipparini, e ne condivide gli sviluppi con il pittore triestino, suo compagno di studi, Gian Lorenzo Gatteri. Fin dai primi lavori il pittore rivela le qualità che sarebbero state apprezzate anche nelle opere future: ottimo disegno, abilità compositiva e una resa quasi fotografia della rappresentazione.

    Lo studio scrupoloso dei dettagli

    Alla fine degli anni Quaranta intraprende un viaggio nelle maggiori capitali europee come Vienna, Monaco e Parigi, e nel 1848 si stabilisce a Bruxelles dove dimora il fratello. Nella città belga viene preso come assistente dal pittore di storia Louis Gallait e ne diviene allievo e continuatore. Anche vivendo a Bruxelles, l’artista mantiene vivi i contatti con Trieste, realizza infatti due tele per una chiesa greco-ortodossa rappresentanti S. Giovanni che predica nel deserto e Cristo e i pargoli, per cui non chiede nessun compenso, gesto che verrà molto apprezzato anche in vista di incarichi futuri. Nel 1853 il mecenate padovano, ma residente a Trieste, Nicola Bottacin gli commissiona un quadro storico per raccontare l’episodio di Francesco Ferruccio alla difesa di Volterra, che segue la tradizione romantica delle rievocazioni storiche con un accento melodrammatico e teatrale. L’artista cura ogni minimo dettaglio, soprattutto per quanto riguarda i costumi, i vessilli o le armi, documentandosi con scrupolo prima di affrontare qualsiasi soggetto storico, cercando di essere più fedele possibile.

    Nel 1856 presenta all’Esposizione di Torino proprio una pittura di storia, rappresentante l’episodio di Cristoforo Colombo al convento di Santa Maria de la Rabida.

    Le grandi tele per il mecenate Revoltella e la decorazione del Castello Miramare di Trieste

    Nel 1855 riceve una nuova importante commissione, il mecenate triestino Revoltella gli richiede due grandi composizioni storiche La proclamazione del porto franco di Trieste e La dedizione di Trieste alla Casa d’Austria. In quest’occasione l’artista si ritrova a collaborare con il suo amico e compagno Gattieri che realizza altri due dipinti a completare il ciclo. Queste due grandi tele gli procurano anche il lavoro presso il Castello di Miramare di Trieste, incarico ricevuto dall’arciduca Massimiliano d’Austria che aveva notato le tele a casa Revoltella, e recatosi a Bruxelles per sposare Carlotta del Belgio prende i contatti con l’artista. Dipinge le prime due tele, Livia alle vendemmie del Pucino e L’Imperatore Leopoldo visita il convento dei francescani di Grignano nel 1660, quando è ancora nella città belga, mentre nel 1863, su invito dello stesso Massimiliano, è presente al Castello Miramare in occasione dell’arrivo della deputazione messicana, che offre all’arciduca la corona di Imperatore del Messico. Il terzo quadro narra proprio questo episodio, ed è quindi ripreso dal vero, mentre il quarto, L’arrivo dell’Imperatrice Elisabetta a Miramare, si basa su una ricostruzione che effettua l’artista di ritorno Bruxelles nel 1865. A completare il ciclo vi è anche un’Allegoria della costruzione di Miramare, collocata a decorare il soffitto della sala, e altre due opere che il pittore completa dopo la morte tragica dell’Imperatore avvenuta nel 1867.

    Le commissioni in Belgio e dal comune di Trieste 

    Contemporaneamente alle commissioni triestine riceve anche incarichi in Belgio come la decorazione dello scalone di Palazzo Errera a Bruxelles, e varie tele per committenti locali.

    Nel 1877 prende parte all’Esposizione di Napoli con Dalila, ispirata dell’opera del maestro Gallait. Questo lavoro viene poi acquistato dai Musées royaux des Beux-Arts di Bruxelles nel 1896.

    Grazie alla fama raggiunta in questi anni, l’artista nel 1875 riceve la commissione da parte del comune di Trieste di una grande tela per la sala del Consiglio del nuovo municipio rappresentante la Prosperità commerciale di Trieste, che il pittore conclude nel 1877. In questo stesso anno riceve l’incarico di lavorare nel castello des Amerois del conte di Fiandra, per cui dipinge due ritratti: Le chasseur e Welcome.

    Parallelamente alla pittura di storia e a quella decorativa, l’artista prosegue la sua attività di illustratore, realizzando fiabe per bambini o tavole a tema folcloristico. Esegue anche quadretti di genere, ispirandosi alla tradizione fiamminga delle scene di vita domestica o dei personaggi al limite del grottesco.

    Partecipa inoltre alla Biennale di Venezia nel 1895 con Stella mattutina. Scompare a Bruxelles nel 1905, ad ottantaquattro anni.

    Emanuela Di Vivona

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