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Pittore
Angelini Costanzo
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Angelini Costanzo
Costanzo Angelini nasce nel 1760 a Santa Giusta, una frazione di Amatrice nel Lazio. Si stabilisce a Roma giovanissimo dove si forma frequentando lo studio di Marco Caprinozzi, un allievo del pittore Pietro Bianchi, allievo a sua volta di Giovan Battista Gaulli detto Baciccio. Si iscrive poi all’Accademia di San Luca dove ha come maestro Domenico Corvi, pittore di storia e di soggetti religiosi.
L’artista si accosta presto alla pittura neoclassica dai contorni netti e un disegno preciso. A Roma entra in contatto con gli incisori Morghen e Volpato per cui realizza i disegni per il volume Principi del disegno tratti dalle più eccellenti statue antiche.
Nel 1790 l’artista si trasferisce a Napoli e riceve l’incarico di disegnare i vasi greci appartenenti alla collezione del ministro inglese sir William Hamilton, presso Ferdinando IV di Borbone. Riceve inoltre la commissione di disegnare i vasi della collezione del marchese Vivenzio, senza però completarla a causa dei moti del 1799.
La sua carriera prosegue anche dal punto di vista didattico, divenendo aggregato all’Accademia di disegno e l’anno successivo ottenendo la nomina a insegnante di disegno all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove si scontra più volte con Giuseppe Cammarano.
Nel 1812 diviene direttore dell’officina di incisione per la Stamperia Reale; e nel 1813 succede al Denis nel curare i restauri degli antichi dipinti del Reale Museo Borbonico. Nel corso della sua carriera diviene una figura fondamentale per l’istruzione dei giovani artisti meridionali. Tra i suoi allievi si contano i pittori Filippo Balbi, Federico Maldarelli, Domenico Caldara, Giuseppe Mancinelli, Vincenzo Marinelli, Angelo Maria Mazzia e Vincenzo Morani.
L’artista si dedica intensamente anche all’attività letteraria ispirata prevalentemente all’estetica neoclassica, redigendo un poemetto dal titolo La pittura nel 1819, e un testo significativo memore della sua esperienza romana dal titolo Relazione storica, ove dimostra il vantaggio che reca lo studiar la pittura in Roma nel 1821.
Il pittore diventa noto soprattutto nel campo dei ritratti, tanto che viene considerato uno dei più abili ritrattisti del primo Ottocento.
Tra questi possiamo menzionare i più celebri come l’Autoritratto, l’Ammiraglio Nelson, il Re Giuseppe Bonaparte, il Ritratto della moglie del glittico F. Rega, e il ritratto dell’astronomo Giuseppe Piazzi, quest’ultimo presentato all’Esposizione del Reale Museo Borbonico nel 1826. I suoi dipinti sono realizzati con una pennellata pastosa e vibrante. L’artista si rivela abile nel cogliere i tratti individuali dei personaggi, caratteristica probabilmente derivata dalla pittura di Gaspare Traversi.
Nella sua produzione emergono anche opere di soggetto storico come La battaglia d Aboukir, conservata al Museo di Capodimonte di Napoli, e a soggetto religioso come l’Assunta. Il pittore scompare a Napoli nel 1853.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.