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Decoroso Bonifanti


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Decoroso Bonifanti

( Moconesi (Genova) 1861 - Chiavari (Genova) 1941 )

Pittore

    Decoroso Bonifanti

    Decoroso Bonifanti nasce a Moconesi, vicino Genova, nel 1860. Ben presto si sposta a Torino per iscriversi all’Accademia Albertina, dove segue i corsi di Andrea Gastaldi e Pier Celestino Gilardi. Nonostante si sia formato al seguito di un pittore di storia e di un pittore di genere, si specializza nel paesaggio, anche se all’esordio torinese del 1883 presenta due scene tratte dalla quotidianità: Demenza e Un cantuccio della stalla. L’anno successivo, invece, espone i suoi due primi paesaggi Tramonto e Aurora, che lo rendono noto alla critica. Non appena terminati gli studi, però, Decoroso Bonifanti decide di partire per l’Argentina dove si stabilisce per oltre vent’anni.

    Il trasferimento in Argentina: el pintor de las tablitas

    Come prima impresa artistica Decoroso Bonifanti si dedica alla realizzazione di una grande tela per l’Hotel de Inmigrantes a Buenos Aires. In seguito, svolgerà per molti anni l’attività di paesaggista e contemporaneamente si occuperà, da segretario, dell’Associazione Artistica Italiana ma anche dell’insegnamento in due scuole di pittura, di cui una governativa. Molto richiesto come ritrattista dalla borghesia argentina, non smette comunque di inviare i suoi lavori alle esposizioni italiane. Nel 1914 poi, già rientrato in Italia, partecipa anche al Salon parigino ottenendo un notevole successo.

    Già nel 1885 invia all’Esposizione di Torino Un po’ per uno, ma per molti anni abbandonerà la pittura aneddotica per dedicarsi al paesaggio en plein air. In Argentina è conosciuto come “el pintor de las tablitas” perché utilizza soprattutto tavolette di piccole dimensioni su cui realizza suggestivi e ariosi paesaggi dalla tavolozza luminosa e variegata e dalla pennellata consistente.

    Durante gli anni argentini, esegue poi gli affreschi nel Convento delle Dominicas a Tacuman, con la Vita, miracoli e morte di San Domenico, mentre per il cimitero del convento realizza un Cristo morto in grembo alla Vergine Madre. Nel 1904 rientra a Torino, dove viene subito chiamato a decorare il Teatro Politeama Chiarella. Nel 1906 partecipa alla Promotrice di Belle Arti di Genova con Tramonto nella Pampa argentina, memoria dei suoi anni fuori dall’Italia. Risale invece al 1907 Marzo, Preludia il giorno. Sono da ricordare poi Ritratto d’uomo e Mattutino – Portofino Mare presentati negli anni Trenta alle Promotrici del Sindacato Fascista Torinese.

    Dipinge fino alla fine dei suoi giorni, dedicandosi anche alla decorazione del castello di Aspen dei Widler a Lembach, dove, sulle pareti di una sala esegue il grande dipinto Dalla culla alla tomba. Negli ultimi anni genovesi svolge un’intensa attività nel campo della scenografia teatrale, che coniuga con quella di paesaggista e decoratore. Muore a Chiavari nel 1941.

    Elena Lago

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