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Pittore

Edoardo Gelli


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Edoardo Gelli

( Savona 1851 - Firenze 1933 )

Pittore

    Edoardo Gelli

    Graziosissimo pittore toscano, sebbene nato a Savona il 5 settembre 1852, fece i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Lucca e ne uscì circa l’anno 1870.

    Fu pensionato per tre anni insieme allo scultore Lucchesi, e venne a Firenze per i così detti studi di perfezionamento sotto il professore Ciseri.

    Appena qui, diè prova subito del di lui talento artistico, esponendo nel 1873 il bellissimo quadro: “La strage degli Innocenti”, che, per l’esecuzione, quanto per la novità con cui è svolto il concetto, fu accolto con plauso e di cui la stampa parlò moltissimo, dichiarandolo eccellente.

    Questo quadro oggi trovasi nella Pinacoteca di Lucca.

    Dopo tale buon successo, venne a mancargli la consueta pensione annua governativa, per essere state soppresse appunto in codesto tempo tali pensioni, ed egli non avendo mezzi né appoggi, ed avendo esaurito per l’esecuzione del suo primo quadro le poche risorse di cui disponeva, dovette, per vivere, dedicarsi alla litografia che esercitò per due anni.

    Indi, per traversie provate anche in quest’arte, l’abbandonò, e tornò ai prediletti studi.

    Piegandosi alla moda, si diè a far quadri di genere nel primo periodo trattò soggetti rappresentanti frati, iniziando tal genere con “La lezione di canto fermo”; seguirono quindi “La lezione d’organo”; “Alla cerca”; “Il quadro per l’altar maggiore”; “Gli ultimi tocchi”; “Musica sacra” e tanti altri, terminando tale periodo con “La prova della messa cantata”, eccellente quadro che al pari degli altri andò subito venduto.

    Desideroso di tentare nuovi soggetti, trattò in seguito quadri di soldati e costumi del seicento e di questa sua nuova maniera le migliori tele sono: “Doni di nozze”; “L’occasione fa l’uomo ladro”; “Il vanitoso”; “Il cantore”; “Fra due litiganti il terzo gode”; “Piano di guerra”;” Il gobbo burlato”; “Viva il gobbo”; “Un vecchio pescatore”; “L’osteria del Falco”; “Tentazioni”; “Momento opportuno”; “Forza irresistibile”, “Il Rapimento”; “L’Improvvisatore”, e “L’inverno”.

    Dopo questi: “L’Albergo dell’Aquila” e “Un episodio della guerra dei trent’anni” sono grandi quadri semistorici, di composizione grandiosa, nei quali, oltre la correttezza grande del disegno e la bellezza del colorito, il Gelli si palesa osservatore profondo e finissimo.

    Lasciando quindi quasi improvvisamente anche questi soggetti, non senza prima aver dato prova di saper trattare ammirabilmente anche il quadro storico con la grandiosa e superba tela rappresentante “Carlo I nello studio di Van Dyck”, preso dal desiderio di provarsi nel ritratto si diè a tal genere, che non ha più abbandonato e dove si è rivelato grande maestro.

    E’ tale infatti la verità e la somiglianza con cui riproduce i personaggi che passano innanzi a lui, e così grande la perizia che egli dimostra in tale difficile campo dell’arte, da non temere rivali.

    Se si pensa poi alla rapidità con la quale il Gelli è capace di eseguire un ritratto è cosa davvero meravigliosa e da impressionare vivamente.

    La fama di questo valente pittore, specialmente come ritrattista, cominciò ad assicurarsi allorchè nel 1886 fu chiamato a Vienna per eseguire i ritratti di “S. M. l’Imperatore d’Austria”, e di vari “Principi della Casa Regnante” di Coburgo Gotha.

    Le sue splendide tele incontrarono tosto il favore del pubblico viennese e dei critici d’arte tedeschi, e gli procurarono tale successo, che ottenne un numero infinito di commissioni dalle principali case magnatizie dell’Impero, e dovette trattenersi a Vienna tre anni intieri per soddisfare ai propri impegni.

    Ritornato in patria, continuo la intrapresa carriera, eseguì molti ritratti di connazionali e forestieri e nell’anno decorso fu chiamato espressamente a Roma da S. M. il Re Umberto a cui fece il ritratto, destinato ad essere inviato in dono al Principe di Bismarck, eseguendone poco dopo un altro che fu pure inviato in Germania.

    Il Gelli è ancora giovane, ed è anzi oggi nel pieno sviluppo della sua attività artistica feconda e brillante; e fra i pittori residenti a Firenze è quello forse che gode le maggiori simpatie de’ suoi colleghi come lo ha provato la di lui recente nomina a Presidente del Circolo Artistico fiorentino.

    Lo studio del Gelli, già ammirabile per le belle tele fra le quali stupende quelle eseguite negli ultimi tempi della sua dimora a Vienna rappresentanti una odalisca e una donna nuda (eccellente studio del braccio sul braccio) acquista splendore per il gusto squisito con cui è costruito ed addobbato e per la profusione di cose belle, che in esso si ammirano.

    Mobili antichi, armi, arazzi, bronzi, vestimenti, argenterie, vasellami, strumenti rarissimi sono qui con artistico disordine commisti alle opere del pittore, e fanno dello studio del Gelli un santuario dell’arte a cui ognuno dovrebbe render l’omaggio di una visita.

     

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