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Pittore

Emilio Sobrero


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Emilio Sobrero

( Torino 1890 - Roma 1964 )

Pittore

    Emilio Sobrero

    Emilio Sobrero nasce a Torino nel 1890. Durante la frequentazione del liceo classico, inizia a dipingere. Intenzionato a coltivare la sua attitudine, si iscrive all’Accademia Albertina. L’esperienza termina dopo appena tre anni: il pittore non solo si rivela intollerante alle regole accademiche, ma è anche poco affine alla pittura della tradizione. In particolare, si allontana dal paesaggismo lirico tipico dell’Ottocento piemontese per farsi interprete di una pittura di piccoli tocchi obliqui, che risente certamente dello studio di Cézanne.

    Gli anni Venti e Trenta: da Torino a Roma

    L’esordio di Sobrero risale alla mostra di Brera del 1916. Riprende poi ad esporre dopo la guerra, alla Quadriennale di Torino del 1919. Nei primi anni Venti, si occupa anche di scrittura critica, lavorando per la “Gazzetta del Popolo”. Contemporaneamente, la sua pittura diventa poetica e rarefatta: si nutre di un ritorno all’ordine personale e luminoso, come si nota dalla Composizione comparsa all’Esposizione di venti artisti italiani, tenutasi nel 1924 presso la Galleria Pesaro di Milano.

    Le figure, studiatissime nella resa formale e cromatica, esprimono un carattere intimo e lirico, che richiama senza dubbio le atmosfere silenziose e delicate di Felice Casorati, pittore conterraneo di Sobrero e suo essenziale punto di riferimento.

    Il tonalismo raffinato determina un’interpretazione insolita del ritorno all’ordine, attraverso calcolati rapporti tra forma, luci e ombre. Nel 1927, Emilio Sobrero si trasferisce a Roma, sua città d’adozione dove rimane fino agli ultimi giorni della sua vita. Il racconto sereno di una quotidianità senza tempo che anima i quartieri come Trastevere, si ritrova nelle tele degli anni Trenta, come Donna che legge, comparso alla Biennale del 1928.

    Forme, ombre e luci

    Nelle opere di questi anni si legge anche la narrazione della Roma fascista, ma svuotata della retorica di regime e piena di spazi ampi e silenziosi: Terme di Caracalla, Castel sant’Angelo e Piazza san Pietro vengono esposte alla Biennale di Venezia del 1930, mentre Campagna romana, Villa Massimo e Trastevere alla I Quadriennale di Roma del 1931.

    Nel corso degli anni, la sua pennellata si fa più densa e corposa, ancora carica di ombre e luci che ora non definiscono più gli intimi interni domestici, ma una Roma taciturna e affascinante. Sono anche gli anni in cui Emilio Sobrero inizia a lavorare anche come decoratore d’interni e come scenografo teatrale: progetta il Bar della Biennale di Monza nel 1930, anno in cui vi presenta le scenografie per il Guglielmo Tell.

    Tra il 1931 e il 1932 vive a Parigi, dove espone alla Galerie de la Jeune Europe. Rientrato a Roma, continua a esporre tra Sindacali, Quadriennali e Biennali e si occupa di diverse decorazioni, tra cui quella della Triennale di Milano del 1933, in cui esegue l’affresco Le bagnanti.

    Alla Quadriennale romana del 1943 espone Balcone, in cui due donne affacciate, dai contorni e dalle forme solide, ricordano una Roma verace e poetica. Nel dopoguerra, continua a dipingere, ma la sua presenza alle esposizioni si fa sempre più rada. Negli ultimi anni, è attivo prevalentemente nel campo della decorazione e dell’arredamento. Muore a Roma nel 1964.

    Elena Lago

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