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Pittore

Enrico Gamba


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Enrico Gamba

( Torino 1831 - 1883 )

Pittore

    Enrico Gamba

    Enrico Gamba nasce a Torino nel 1831. Fratello minore del paesaggista Francesco, viene avviato subito allo studio dell’arte: frequenta l’Accademia Albertina, dove è allievo di Michele Cusa, insegnante di disegno, di Giovanni Marghinotti di modellato e di Stefano Arienti di pittura.

    Alla fine degli anni Quaranta si trasferisce a Francoforte per perfezionarsi presso lo Städelsche Kunst Institut, dove ha come insegnante il pittore nazareno Edward von Steinle e come compagno di corso il pittore inglese Frederick Leighton. Insieme compiono una serie di viaggi attraverso l’Europa, toccando in particolare Monaco, Berlino, Dresda, dove entrano in contatto con il nazareno Peter von Cornelius, Roma e Venezia.

    A partire dal 1852 Enrico Gamba inizia a partecipare alle Promotrici torinesi, inviando come prima opera un Ritratto di donna. Nel 1854, invece, invia una Santa Teresa, ma il vero e proprio successo giunge nel 1856, quando espone I funerali di Tiziano.

    L’opera, frutto di una lunga e complessa elaborazione, suscita l’ammirazione del pubblico e della critica, tanto da essere acquistata dal re Vittorio Emanuele II. Inoltre, la serie di quattro opere inviate insieme ai Funerali di Tiziano viene talmente apprezzata dall’Accademia Albertina che Gamba ottiene, a soli venticinque anni, la cattedra di pittura nell’istituzione.

    Da questo momento in poi, inizia la sua lunga e onorata carriera di insegnante, maestro di una vasta schiera di pittori della generazione a lui successiva. Naturalmente continua a coniugare quest’attività con quella di pittore: alla Promotrice del 1857 espone Tintoretto e l’Aretino, sempre tratta, come l’opera dedicata a Tiziano, dalle Vite degli illustri pittori veneti di Ridolfi.

    È da questo momento in poi, dunque, che Gamba si presenta soprattutto come pittore di storia, senza mai tralasciare però anche incursioni nel paesaggio, cui si dedicherà più assiduamente solo tra gli anni Sessanta e Settanta.

    Nel 1858 espone a Torino Giovanni Huss in prigione a Costanza, nell’anno successivo Assassinio di frà Paolo Sarpi, accompagnato da alcuni paesaggi che sono memoria degli insegnamenti del fratello Francesco, come l’emozionante Straripamento del Teverone (rimembranza della campagna romana in autunno).

    Al 1861, anno dell’Unità d’Italia, risale un dipinto estremamente significativo, perché rappresentativo del momento storico attuale, Il voto di annessione nell’Abruzzo, che nel 1863 viene seguito da un Ritratto di Vittorio Emanuele II a cavallo. L’ispirazione letteraria e storica è sempre fondamentale, come si deduce dal dipinto del 1864 Uno dei qui pro quo di Don Chisciotte, ma comincia ad essere preponderante per Gamba anche la pittura di paesaggio.

    In effetti, nel 1868, insieme al dipinto storico Vittorio Amedeo II soccorre i danneggiati a Carmagnola, espone Idillio e Maremma e negli anni Settanta dipinti come Ricordo dell’EngadinaRicordo di CapriVillaggio sull’Alto Reno.

    Partecipa alla sua ultima Promotrice torinese nel 1880, presentando Fiori di Delfo La città di Torino che accoglie le Belle Arti. Negli ultimi anni si dedica anche all’affresco, lavorando con Andrea Gastaldi nel Duomo di Chieri ed eseguendo alcune stazioni della Via Crucis in San Gioacchino a Torino. Muore a soli cinquantadue anni, nel 1883.

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