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Pittore
Felice Giordano
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Felice Giordano
Felice Giordano nasce a Napoli nel 1880 e si forma presso l’Accademia di Belle Arti. Fondamentale però nello sviluppo del suo linguaggio è il rapporto con il pittore Antonino Leto, allievo a sua volta di Adriano Cecioni durante il periodo della Scuola di Resina in cui aveva introdotto le novità delle ricerche macchiaiole.
La tecnica pittorica del giovane artista risente quindi del cromatismo e luminismo di Antonino Leto, ma dal punto di vista dei soggetti, forte è l’influenza delle vedute di Napoli e Capri di Attilio Pratella e Rubens Santoro. L’artista, come i pittori prima menzionati, si trasferisce stabilmente a Capri, dove rimane fine alla fine dei suoi giorni. Come i maestri il suo linguaggio è fortemente ancorato al vero, quindi i paesaggi isolani e le scene di vita quotidiana costituiscono la sua maggior fonte di ispirazione. Parallelamente esegue anche nature morte con pesci cozze e polpi o i paesaggi urbani che ritraggono il cuore dell’autentica Napoli.
Nel 1904 prende parte alla Promotrice di Napoli con In campagna; nel 1910 presenta invece all’Esposizione di Firenze Scozia e Studio di testa.
Il pittore intraprende diversi viaggi specialmente a Venezia e Parigi conoscendo il linguaggio pittorico di Giacomo Favretto nella città lagunare e le innovazioni francesi nella ville lumière.
Nel 1913 viene nuovamente invitato alla Promotrice di Napoli esponendo Studio Rio San Trovaso di notte (Venezia), che testimonia il suo soggiorno veneziano; mentre nel 1914 viene invitato ad esporre alla mostra Opere di Macchiaioli tenutasi presso Firenze con l’opera Marina con uomini in barca, sottolineando l’influenza macchiaiola che eredita in una maniera filtrata dalla Scuola di Resina.
Nel 1920 prende parte alla Promotrice della città partenopea con Notte ad Algeri e Notte a Venezia. I vibranti notturni sono tra i lavori più caratteristici ed efficaci dell’artista, tanto che ne espone un altro nel 1922 alla Promotrice napoletana dal titolo Notturno insieme a Capri.
L’attività del pittore inizia ad essere conosciuta anche fuori dalla Campania e infatti un suo Paesaggio è esposto nella Galleria Geri nel 1928 in occasione della mostra della Raccolta Roberto Papi a Milano.
Nel 1932 invece vengono presentati alla Galleria Giosi nella collezione Scarfoglio a Napoli i lavori Nel porto e Mareggiata.
Il pittore si spegne a Capri nel 1964, a ottantaquattro anni.
Emanuela Di Vivona
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