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Pittore

Ferdinando Folchi


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Ferdinando Folchi

( Firenze 1822 - 1883 )

Pittore

    Ferdinando Folchi

    Pittore toscano, nato a Firenze il 2 maggio 1822, fino dalla sua fanciullezza attese all’arte sotto la direzione dei professori Benvenuti Sabatelli e Bezzuoli.

    Ecco le opere principali che nel corso della sua vita ha eseguito.

    In Firenze, nella chiesa della SS. Annunziata, una gran pala d’altare con la “Deposizione dalla Croce”; nella chiesa di San Firenze, altra pala: “Cristo che apparisce alla beata Alacoque”; nella chiesa di San Felice, una intiera cappella con pitture a fresco, rappresentanti alcuni fatti relativi alla Madonna di Lourdes; e nella chiesa di San Remigio, altri affreschi rappresentanti: “Le Virtù”.

    Nel regio palazzo Pitti, nel quartiere detto della Meridiana, il Folchi dipinse due soffitti: in uno; espresse fatti romani e nell’altro fatti biblici.

    Nei palazzi Gerini, Guicciardini, Conti, Fenzi, Gherardesca, Colonna e altri, sonovi pitture del Folchi.

    Nella provincia fiorentina i lavori suoi più notevoli sono: una gran pala d’altare col “Transito di San Giuseppe”, eseguita per la chiesa del Crocifisso di Borgo San Lorenzo.

    Nella Collegiata d’Empoli, due cupolette ed altri dipinti.

    In quella di Scarperia, un gran quadro nel soffitto.

    Tutta la chiesa Propositura di Pontassieve, tutto il soffitto, le pareti e i quadri degli altari sono opere sue; alla chiesa di San Martino a Scopeto tutte le pareti con la vita del Santo e i quadri degli altari; e nelle chiese di San Donato a Villa, San Quirico a Uliveto, San Cresci in Val Cava, a quella di Figliano e in tante altre, vi sono delle sue pitture.

    Merita di essere distinto un grande affresco col “Cenacolo” da lui eseguito nel refettorio del convento di Santa Detole.

    Per le monache domenicane alla Pietra, fece una avola d’altare con la “Vergine del Rosario” e i “Santi Domenico e Caterina”.

    Nella Provincia pisana dipinse la cappella del Rosario a Cucigliana e di San Lorenzo in quella di Fauglia.

    Presso Prato, nel Collegio Serafico, fece tre quadri, nel maggiore dei quali è rappresentata: “L’adorazione dei Magi”, e negli altri diversi santi dell’Ordine.

    In Pistoia, alla chiesa dei cappuccini, dipinse una tavola d’altare.

    Pel convento detto il Calvario, distante tre miglia da Pistoia, fece sette grandi quadri che servono da tavole degli altari e ove sono espressi fatti relativi ai santi dell’Ordine.

    Nella provincia aretina vi sono i seguenti lavori di questo egregio pittore, cioè: nel gran refettorio della Verna, il “Cenacolo”, dipinto a buon fresco; e nella chiesa detta degli Angeli due quadri con fatti relativi al sacro convento della Verna.

    Alla chiesa di Rossina, esiste del Folchi una “Concezione” e un “San Luigi”.

    A Venezia, nel Reale palazzo, si conserva un suo gran quadro rappresentante: “Un episodio del sacco di Roma”, avvenuto nel 1527, sotto Clemente VII, commissione ricevuta dal Re Vittorio Emanuele.

    E’ del magistrale pennello del Folchi, il “Miracolo di San Francesco”, grande quadro esistente nella chiesa di San Lorenzo.

    Fece anche il quadro per la cappella dell’Ospedale a Massa Carrara.

    Anche in America vi sono dei suoi quadri.

    Citiamo i più grandi: “Le feste fiorentine, dette le Calende di maggio”; “La solitudine”, e un fatto biblico.

    A Londra ci sono vari quadri del Folchi, quattro dei quali rappresentanti l'”Età”, e due, fatti fiorentini.

    In Francia mandò: “Mosè che calpesta il diadema di Faraone”.

    Al Cairo, a quel nuovo teatro, fece quattro figure rappresentanti la “Musica”, la “Danza”, la “Tragedia” e la “Commedia”.

     

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