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Raineri detto Lo Schivenoglia Francesco Maria
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Raineri detto Lo Schivenoglia Francesco Maria
Francesco Maria Raineri detto Lo Schivenoglia nasce nel 1676 a Schivenoglia, comune nel mantovano. La sua formazione avviene presso il pittore parmense Giovanni Canti attivo a Mantova in quegli anni. Non si conosce la produzione giovanile del pittore, ma è attestato che attorno al 1718 dipinge un fregio con Scene di battaglia nella Vila Strozzi a Begozzi di Palidano, e il soffitto, affermandosi erede di un linguaggio Rococò. Sono lavori concitati, gremiti di figure con un forte valore cromatico e luministico. Probabilmente l’artista guarda anche all’opera del Brescianino e del mantovano Giuseppe Bazzani.
Per la famiglia Strozzi lavora anche negli anni successivi realizzando alcuni ritratti dei figli tra il 1725 e il 1727.
Esegue poi i Misteri del Rosario nella Parrocchiale di S. Biagio a Cavriana; nel 1722 dipinge le vele della cupola della chiesa di San Barnaba poi sostituite nel 1768 dagli stucchi di Stanislao Somazzi.
Nel 1724 realizza invece quattro sovrapporta nel palazzo Guidi di Bagno in Mantova. In queste tele si riscontra un legame con il linguaggio tardo cinquecentesco di Giulio Romano e Perin del Vaga.
Nel 1745 dipinge la pala d’altare raffigurante i SS. Filippo e Giacomo nella parrocchia di Serravalle; cinque anni dopo torna a lavorare nella chiesa eseguendo le due tele laterali del presbiterio Battesimo di Cristo e I Ss. Francesco e Carlo Borromeo conservate nel Museo diocesano di Mantova.
Tra gli anni Quaranta e Cinquanta realizza inoltre San Giuseppe in gloria e santi del Museo di Palazzo ducale di Mantova e la S. Gertrude nella parrocchiale di Barbasso, eseguita inizialmente per la chiesa mantovana di S. Marco. Ricopre inoltre il ruolo di primo direttore dell’appena nata Accademia di pittura, scultura e architettura di Mantova.
Attorno al 1754 il pittore dipinge la tela di enorme formato S. Anselmo che benedice le armi di Matilde di Canossa, commissionata dal vescovo di Mantova e collocata sulla controfacciata della parrocchiale di Quingentole.
Francesco Maria Raineri, definitivo un pittore “antigrazioso”, elabora un linguaggio bizzarro, caratterizzato da una pittura spigolosa, segni veloci e guizzi di colore che spesso stravolgono la realtà uscendo dai canoni dell’epoca. La sua pittura è eclettica, essenziale e spesso dissacrante, per questo soggetta a critiche contemporanee. Il pittore si spegne a Mantova nel 1758.
Emanuela Di Vivona
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