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Francesco Saverio Citarella (Citarelli)


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Francesco Saverio Citarella (Citarelli)

( Napoli 1790 - 1871 )

Scultore

    Francesco Saverio Citarella (Citarelli)

    Francesco Saverio Citarelli nasce a Napoli nel 1790. Allievo sin da piccolo dello scultore in legno Francesco Verzella, maestro che fa parte di una famosa famiglia di scultori di presepi del Settecento napoletano, passa poi all’Accademia di Belle Arti, dove però segue i corsi di pittura.

    I modelli anatomici in cera

    Nel 1813, dopo aver frequentato in Accademia il corso di anatomia, ottiene una borsa di studio per trasferirsi a Firenze ed approfondire i suoi studi alla scuola di ceroplastica fondata da Felice Fontana insieme a Clemente Susini.

    Allievo di Serantoris, Francesco Saverio Citarelli, rientrato a Napoli, nel 1824 viene nominato scultore in cera all’Accademia di belle arti di Napoli e l’anno successivo, viene incaricato dal presidente della Reale Società Borbonica di eseguire ceroplastiche del sistema osseo e muscolare umano.

    Questi modelli sono ancora oggi conservati presso il Museo Anatomico dell’Università di Napoli e sono stati gradualmente esposti dall’artista alle Mostre Borboniche. Ad esempio, a quella del 1833 compaiono la Preparazione in cera di miologia esterna, per lo studio di pittura, che rappresenta un combattente in atto di vibrare il colpo e la Testa virile con diverse osservazioni anatomiche.

    Tra scultura e pittura

    Accanto a questa attività, l’artista si afferma come scultore di stampo neoclassico. L’attenzione per le anatomie e quindi per l’aspetto puramente scientifico del corpo umano fanno di lui uno scultore estremamente eclettico, come si nota dalle figure allegoriche e dai trofei realizzati per lo scalone del Palazzo Reale di Napoli intorno agli anni Cinquanta dell’Ottocento.

    Contemporaneamente, si dedica alla pittura, ottenendo la cattedra di questa materia all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1850. Dal punto di vista stilistico, segue un gusto tipicamente settecentesco, con un cromatismo freddo e tenue e un formalismo prettamente accademico. Ma Francesco Saverio Citarelli è ricordato prevalentemente per la sua attività di scultore.

    Alla Mostra Borbonica del 1841, insieme alla tela La resurrezione di Lazzaro, compaiono tre statue in marmo: Danzatrice, L’Innocenza e Amore. Due anni dopo espone il gruppetto in bronzo con Ercole e Lica e la statuetta in marmo Amore che dorme e nel 1845 il gesso Gesù condotto al sepolcro da Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea.

    Negli anni Cinquanta, variando dall’impiego del gesso, alla terracotta policroma e al legno, ritorna alla produzione di statue del presepe, in cui segue da una parte la tradizione del Settecento, dall’altra mostra i primi accenni di una trattazione verista delle espressioni e delle pose, come si riscontra anche nella scultura Ragazza che scherza con una farfalla, che nel catalogo della Mostra borbonica del 1859 viene classificata come “statua di marmo quasi al vero”. Attivo fino agli anni Sessanta, muore a Napoli nel 1871.

    Elena Lago

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