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Pittore

Gino Piccioni


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Gino Piccioni

( Foligno (Perugia) 1873 - Biella (Vercelli) 1941 )

Pittore

    Gino Piccioni

    Gino Piccioni nasce a Foligno il 22 marzo 1873 e muore a Biella nel 2 luglio 1941. Si forma a Roma presso Ettore Roesler Franz e Achille Vertunni e dal 1905 risiede a Tivoli, dove abita in una villa di campagna insieme alla moglie. Ben presto è apprezzato dalla ricca società romana.

    Il successo raggiunto è testimoniato anche dalla tela acquistata nel 1897 dal Ministero dell’Agricoltura e Commercio e dal pastello voluto nel 1900 da re Umberto I. Viaggia spesso in Europa, toccando in particolare Inghilterra, Francia e Germania, paese quest’ultimo dove soggiorna per lunghi periodi. Nel 1899 è presente alla Biennale di Venezia e nel 1900 espone alla Triennale di Milano.

    Nel 1901 è nuovamente alla Biennale ed espone anche a Roma con l’associazione “In Arte Libertas” fondata qualche anno prima da Nino Costa e Adolfo de Carolis. Nel 1902 espone a San Pietroburgo e a Roma. Nel 1909 è presente alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Rimini. Nel 1910  e 1912 espone a Milano. Quando Benedetto XV sale al soglio pontificio nel 1914 è il primo pittore a cui è consentito dipingerne il ritratto.

    Intorno al 1914 vince in Germania il concorso per un monumento a Bismarck, che però non verrà realizzato per lo scoppio della Prima Guerra mondiale. Nel 1916, studiando presso Ettore Ferrari, inizia anche ad esercitare come scultore. In questi anni è impegnato nelle decorazioni per il Cimitero monumentale del Santuario di Oropa. Dal 1927, in seguito a un grave lutto familiare, si trasferisce a Biella dove tiene diverse personali. Nel 1939 partecipa alla Promotrice di Belle Arti di Torino. Muore improvvisamente a 68 anni.

    Pittore e scultore prolifico, pur essendo venuto a contatto durante i suoi viaggi con i fermenti artistici del primo ‘900 resta lontano dalle innovazioni delle Avanguardie. La sua pittura si inserisce nel solco del divisionismo di Gaetano Previati ed è caratterizzata da tonalità accese e vibranti.

    Molto frequente è la figura femminile, dove, specie nei nudi, indugia in un marcato e sensuale sentimentalismo. Un tratto più sintetico e una maggiore presenza della volumetria caratterizza i pastelli. Più solido e magniloquente si dimostra nella scultura, nella quale evidenti sono le ascendenze del simbolismo bistolfiano.

    Nel 1899 presenta alla Biennale di Venezia L’aniene presso Tivoli. Del 1900 sono Contadino del Lazio e mattino grigio nell’oliveto con cui partecipa alla Triennale milanese. Al 1901 risalgono Giovinezza, rigogliosa, Il sole tramonta, Sentimenti. Nel 1902 presenta a San Pietroburgo Giovinezza, Saluto dei beneficati. Ascrivibili tra il 1902 e il 1905 sono Festa dell’anima, Vita sterile, Mesti pensieri esposti a Roma. Nel 1909 è a Rimini con Vento sulla spiaggia e Oliveto.

    Tra il 1910 e il 1912 è a Milano con Sulla libera spiaggia, Tè all’aperto. Nel 1922 esegue le sculture in bronzo per la Tomba Gallo nel cimitero monumentale di Oropa e forse anche gli affreschi dell’interno. Di questi anni sono anche  le pitture e le sculture per la tomba Guelfi a Biella. Del 1926 è l’olio Donna con bambina (Museo del Territorio Biellese).

    Del 1929 è l’altorilievo in bronzo con Cristo morto per la tomba Carpano Maglioli nel cimitero di Oropa. Nel 1932 realizza un presepio per il Politeama biellese. Nel 1936 esegue il gruppo in bronzo per la fontana “Fons vitae” in viale Matteotti a Biella. Del 1934 circa è il Monumento ai caduti di Sordevolo. Del 1936 circa è Mattino d’inverno presentato a Torino.

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