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Pittore
Giovanni Battista Salvatore Bassano
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Giovanni Battista Salvatore Bassano
Giovanni Battista Salvatore Bassano nasce nel 1874 a Gavi Ligure e la sua formazione avviene all’Accademia Ligustica di Genova. Studia sia pittura che scultura sviluppando la sua ricerca in entrambi i campi, divenendo però maggiormente noto come scultore.
Il suo esordio espositivo avviene alla Promotrice genovese con la testa in gesso Figlio dell’officina; torna l’anno successivo con Radamento, Supremun canticum e Fiore reciso. Nel 1900 partecipa con Nel giardino delle Esperidi, Autoritratto e Gesù Cristo; mentre nel 1902 presenta Testa di vecchio, impressione dal vero e Caino. Nel 1904 espone alla Promotrice di Genova Ritorno al pascolo, Testa di lavoratore e Il lavoro e all’esposizione fiorentina del 1906 La fatica. Notiamo quindi come lo scultore alterna un approccio verista, con soggetti di natura sociale, a tematiche simboliste legate alla sfera liberty gravitante attorno alla figura di Leonardo Bistolfi.
Negli anni Dieci si afferma anche come ritrattista, presentando alcuni dei suoi lavori alle rassegne espositive come Ritratto di Ettore Berti e Ritratto del Giunsella alla Promotrice di Genova del 1910. Nel 1912 espone invece Ritratto dell’Artista Ninchi, ma anche due opere di arte decorativa come il posacenere Pulvis est e il portagioielli La perla.
L’anno seguente presenta altre opere di arte decorativa con nomi e attinenze simboliste come la lampada Lucefora, la maschera in gesso Slava, il calamaio Sfingica e il pressacarte in bronzo Conosciuta.
Nel 1916 prende parte alla Promotrice di Genova con Profughi, Santa Barbara e Bombardiere. Segue con interesse gli sviluppi dei movimenti artistici europei, spostandosi tra verismo, simbolismo e secessionismo.
L’artista è molto legato alla sua terra natale ed è uno dei fondatori della Corporazione dei Pittori e Scultori liguri. Nel 1921 ottiene inoltre dal comune di Genova l’incarico di eseguire per ogni quartiere della città un bassorilievo in marmo, e nel 1934 riceve la nomina ad Accademico di merito. Alcuni suoi lavori si trovano inoltre nei cimiteri liguri come in quello di Gavi Ligure, Stagliano e Castagna in Sampierdarena.
Contemporaneamente all’attività scultorea e di designer porta avanti la sua ricerca pittorica avvicinandosi al lessico divisionista che probabilmente percepiste dal pittore ligure Plinio Nomellini. Il suo esordio pittorico avviene nel 1928 con dei paesaggi marini e vedute di Genova.
Negli anni Trenta continua la sua partecipazione alle esposizioni: nel 1936 prende parte alla Sindacale fascista di Genova con Vaso di Pandora e Pompinea. Torna alla rassegna nel 1939 con un Autoritratto, La forza e Colpo d’Ariete, gruppo scultoreo che raffigura un insieme di uomini dai corpi modellati secondo un plasticismo michelangiolesco che sostengono la testa di un ariete pronta a colpire. L’anno successivo presenta invece Ora pro nobis e Ora pro me.
Giovanni Battista Salvatore Bassano scompare nel 1951, a settantasette anni, a Genova.
Emanuela Di Vivona
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