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Giovanni Carnovali detto il Piccio


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Giovanni Carnovali detto il Piccio

( Montegrino (Varese) 1804 - Coltaro (Parma) 1874 )

Pittore

    Giovanni Carnovali detto il Piccio

    Giovanni Carnovali nacque a Montegrino Valtravaglia, in provincia di Varese, il 29 settembre del 1804. Di umili origini (il padre era muratore), si trasferì con la famiglia in tenera età ad Albino, in provincia di Bergamo, dove gli fu affibbiato il soprannome di “Piccio”, ovvero “piccolo”.

    Le sue doti artistiche furono scoperte quando aveva solo nove anni dal Conte Giovanni Spini di Albino, il quale chiese al pittore neoclassico Giuseppe Diotti di ammetterlo ai suoi corsi di nudo presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Fu così che Carnovali cominciò gli studi accademici a soli undici anni.

    Nel 1826 presentò il suo primo lavoro eseguito su commissione pubblica: “L’educazione della Vergine”, pala per la Parrocchiale di Alemenno San Bartolomeo, ancora in stile appianesco. Lo stesso anno espone per la prima volta ad una mostra dell’Accademia Carrara. Per completare la formazione, nel 1831 compie un viaggio a piedi verso Roma, dove studia con attenzione la pittura della grande tradizione italiana e, in particolare, Raffaello: sulla via del ritorno, si ferma a Parma, dove studia i più grandi pittori parmigiani del Cinquecento.

    Si stabilì poi a Milano, passando da una committenza aristocratica ad una clientela borghese. Negli anni Quaranta intensificò la produzione di ritratti ed autoritratti, tutti caratterizzati da un’intensa penetrazione psicologica. Nel 1845 viaggia – sempre a piedi – verso Parigi con l’amico pittore Giacomo Trecourt: nella Ville Lumière, Carnovali scopre Delacroix e i pittori della Scuola di Barbizon, che influenzeranno intensamente la sua produzione successiva.

    Negli anni Cinquanta, dopo essere stato nuovamente a Roma (probabilmente nel 1848) e a Napoli (nel 1855), lavora intensamente affrontando nelle sue opere temi sacri, perlopiù veterotestamentarii: la grande pala raffigurante Agar nel deserto, commissionata attorno al 1840 dalla Fabbriceria di Alzano Maggiore, fu elaborata in questo periodo e consegnata solo nel 1863, ma fu rifiutata.

    Al rifiuto si accompagnarono le critiche negative di Pasino Locatelli il quale, come molta della critica del suo tempo, giudicava troppo ardite le soluzione tecniche del Piccio. Nel 1861 è presente all’Esposizione italiana agraria, industriale e artistica di Firenze, dove espone “L’educazione di Maria Vergine”.

    Negli anni successivi, l’artista continuò a lavorare per molte famiglie dell’alta borghesia e dell’aristocrazia, eseguendo soprattutto ritratti caratterizzati da una pennellata rapida, sfaldata e vaporosa che, secondo la letteratura storico-artistica recente, gettò le basi per le ricerche successive dei pittori della Scapigliatura lombarda. Morì il 5 luglio del 1873 a causa di un malore sopraggiunto mentre nuotava nel Po.

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