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Scultore

Giovanni Dupré


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Giovanni Dupré

( Siena 1817 - Firenze 1882 )

Scultore

    Giovanni Dupré

    Giovanni Duprè nasce a Siena nel 1817 da un modesto intagliatore di legno. Le difficoltà economiche costanti costringono il padre di Giovanni a lavorare in diverse città toscane, per poi scegliere di trasferirsi con la famiglia a Firenze, dove trova lavoro presso l’intagliatore Paolo Sani. Sin da bambino Giovanni Duprè lavora come aiutante del padre, ma dalla fine degli anni Venti comincia anche a studiare da autodidatta, per passare dalla scultura in legno al disegno e alla scultura in marmo. Ben presto sostituisce definitivamente il padre nella bottega di Paolo Sani e comincia ad ottenere anche incarichi privati.

    Nel 1836 sposa una donna fiorentina, Maria Mecocci e intraprende definitivamente la strada della plastica marmorea, in parte incoraggiato dall’amico scultore Luigi Magi. Dopo le prime opere in legno presentate alle esposizioni fiorentine degli anni Trenta e oggi purtroppo disperse, passa alla scultura in gesso e poi in marmo: al 1840 risale il bassorilievo in gesso con Il Giudizio di Paride, al 1842 l’opera in marmo Abele morente, esposto all’Accademia fiorentina nel suo modello in gesso.

    In ambiente accademico la scultura provoca una serie di giudizi negativi, o in ogni caso sconcertati, perché accusata di essere troppo aderente al vero. Successivamente la figlia dello zar di Russia Nicola, gli commissiona anche il Caino, oggi esposto insieme al fratello all’Ermitage di San Pietroburgo. Segno del fatto che in seguito le opere siano state poi ampiamente apprezzate, la richiesta del granduca Leopoldo II di farne rimanere due copie in bronzo a Firenze. Oggi sono infatti conservate a Palazzo Pitti.

    Il granduca, affascinato dal realismo di Duprè, che in quegli anni veniva anche auspicato da Lorenzo Bartolini in Accademia, gli commissiona anche la statua di Giotto per una delle nicchie esterne degli Uffizi. Nel frattempo, compie un viaggio a Roma dove entra in contatto con Minardi e i puristi, dunque il suo sfrenato realismo raggiunge un maggiore equilibrio, mediato dall’esempio rinascimentale che ha tutti i giorni sotto gli occhi a Firenze.

    Questo cambiamento dura ben poco, dato che già con la Purità per Leopoldo II del 1846, ritorna al consueto e sincero naturalismo. Diversi ritorni e mutamenti stilistici caratterizzano tutti gli anni Cinquanta, quando ad un certo punto sembra voler anche prendere spunto dal classicismo bartoliniano con La ninfa della serpe.

    Dopo un breve periodo di riposo a Napoli, Giovanni Duprè compie un viaggio a Londra nel 1857 e poi si ferma a Parigi, rimanendo profondamente colpito dalle prime teorie estetiche dell’indipendenza dell’arte e dall’avanzare di scultori e pittori neo pompeiani. Tornato a Firenze, realizza opere completamente in linea con le novità apprese in Inghilterra e in Francia: Baccante stanca, sensuale e classica al tempo stesso, Amore in agguatoBacchino festante Saffo. Esegue poi il Monumento funerario a Berta Moltke Ferrari Corbelli nella basilica di San Lorenzo e la Pietà del 1862, per Alessandro Bichi Ruspoli.

    Dalle componenti neopagane di alcune opere degli anni Cinquanta, dunque, passa ad una serie di opere di forte impulso religioso, tra di esse spiccano il Monumento a Girolamo Savonarola per San Marco a Firenze del 1873, quello a Cavour per Torino dello stesso anno e il San Francesco per una piazza di Assisi del 1880. Muore nel 1882 a Firenze.

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    Opere di Giovanni Dupré


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