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Pittore

Giovanni Fattori


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Giovanni Fattori

( Livorno 1825 - Firenze 1908 )

Pittore

    Giovanni Fattori

    Le prime lezioni di pittura gli furono date dal professore Giuseppe Bezzuoli. Entrò quindi all’Accademia di Belle Arti, e studiò alla scuola delle statue, e in seguito a quella di pittura sotto il professore Bezzuoli. La rivoluzione del 48 e 49 lo distolse dagli studi, e da quell’epoca fino al 1859 fece poco, per cattiva direzione, poca volontà, e per non sapere come fare a liberarsi dalle pastoie Accademiche, ed entrare nell’arte libera.

    Avvenne in quel tempo la nuova, la vera rivoluzione artistica, ed il Fattori vi prese parte, ed esordì al Concorso Ricasoli, con l’illustrazione dei più famosi episodi della guerra dell’Indipendenza italica. Il suo lavoro “La Battaglia di Magenta”, quadro famoso col quale vinse il concorso e che trovasi oggi nella Galleria di Belle Arti a Firenze, gli schiuse la via ad una serie interminabile di lavori eccellenti, che resero celebre in Italia e fuori il suo nome, e che sono sparsi qua e là in molte delle principali gallerie d’Europa.

    Nel 1868, vinse il Concorso bandito dal Ministro della Pubblica Istruzione, Domenico Berti, col quadro “Attacco alla Madonna della Scoperta”, che trovasi oggi nella Pinacoteca di Livorno, e che eseguì per conto di una società livornese, e l’anno susseguente fu fatto professore corrispondente della R. Accademia di Belle Arti di Firenze.

    Fece quindi l’altro quadro “Carica di Cavalleria a Montebello”, e poi la bella tela: “Quadrato del 49° Reggimento a Custoza”, che fu acquistato per la Galleria Nazionale di Roma; e nel 1870 un altro quadro rappresentante “S. A. Reale il Principe Amedeo ferito a Custoza” che premiato all’Esposizione di Parma, con medaglia di argento, fu acquistato dall’Accademia di Brera.

    Nel 1873 il Fattori fu eletto Socio corrispondente dell’accademia di lettere ed arti di Pistoia, nello stesso anno ebbe una medaglia di bronzo all’Esposizione internazionale di Vienna col quadro; “Mercato di cavalli, in piazza della Trinità a Roma”, e veniva pure premiato a Londra; nel 1875 aveva un diploma d’onore a Santiago nel Chile; nel 1876, una medaglia a Filadelfia, ed in seguito fu creato Accademico di Bologna, professore residente ed insegnante nell’Accademia di Firenze e socio benemerito di altri Istituti artistici. Oltre le tele di cui abbiamo fatto parola, citiamo ancora: “Un fatto d’arme della guerra d’Italia del 1860”; “Una carica di cavalleria” acquistata da S. M. il Re e che trovasi al Quirinale; “Campagna romana”; “Viale principe Amedeo a Firenze”; “Le vedette”; “Al campo, le ordinanze”; “Lo Staffato”; “Linea di battaglia”; “Mercanti di pecore”; “La marca dei puledri”; “Il riposo” e tanti e tanti altri di cui ci sfuggono i titoli.

    Nei quadri del Fattori c’è una sicurezza di tocco, un effetto dell’insieme, e una cura speciale di ogni particolare, senza esserci però alcuna ricercatezza.

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    Opere di Giovanni Fattori


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