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Pittore
Giovanni Renica
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Giovanni Renica
Giovanni Renica nasce nel 1808 a Montirone, comune nel bresciano. Grazie al sostegno dell’architetto Rodolfo Vanzini entra nello studio di Giovanni Migliara a Milano, e seguendo il suo esempio orienta il suo interesse verso la pittura di paesaggio e il vedutismo di tradizione lombarda.
Il giovane si presenta come continuatore della pittura del maestro prestando attenzione al dettaglio, e riprendendone in particolar modo l’impianto prospettico, al quale miscela una maggior sensibilità cromatica e atmosferica che invece coglie dalla maniera di Giuseppe Canella.
Nel 1827 fa il suo esordio espositivo nell’ateneo bresciano, dove presenta vedute originali, ma anche copie di Migliara e Canella. Nel 1834 presenta invece a Brera vedute di piccole dimensioni, ma di immediatezza espressiva che gli valgono numerosi apprezzamenti.
A testimonianza di un viaggio di studio tra Roma e Napoli effettuato in compagnia del maestro Migliara espone a Brera alcuni lavori che ritraggono il Foro romano.
Altro viaggio fondamentale per lo sviluppo della sua ricerca è quello che effettua in Oriente, passando per la Grecia, Malta, Egitto, Palestina e Turchia. Farà tesoro di questa esperienza realizzando numerosi schizzi e studi che poi trasformerà in vedute da esporre alle rassegne culturali nazionali.
Al volgere degli anni Cinquanta parte per la Svizzera e la vicinanza al pittore Alexandre Calame lo porta a virare verso connotazioni maggiormente romantiche, che però confluiscono in un crescente realismo mostrando sempre più attenzione alla ricerca cromatica e luministica.
Nel 1850 prende parte alla Promotrice di Torino con dipinti che raffigurano i paesaggi italiani ma anche orientali: infatti troviamo Veduta della città di Pera a Costantinopoli (dal vero), Il lago di Varese (paesaggio dal vero), I monti della valle Sasina (nebbia), Il fiume di Clivio presso Viggiù, Le piramidi presso al Cairo (dal vero), Veduta nella valle Sasina al di sopra di Lecco.
Nel 1850 partecipa anche alla Promotrice di Genova con alcuni saggi dell’esperienza svizzera esponendo Veduta nella Svizzera con Torrente, Altra Veduta nella Svizzera, Veduta del Lago di Varese e Veduta del Lago di Como.
Nel 1855 presenta alla Promotrice torinese Torrente Mella, Nevicata, Il paese di Cuasso presso Varese, Il Monte Guglielmo preso da Val Sabbia, Origine del torrente Mella nella Provincia Bresciana, Valle di Toscolano presso il Lago di Garda e Il monte Rosa preso nelle vicinanze di Varese. Sempre nel 1855 partecipa inoltre all’Esposizione di Firenze con Veduta presso Viggino e Veduta della Valle Sassina con tramonto di sole.
Nel 1861 prende parte invece alla prima Esposizione Italiana a Firenze con quattro tele Veduta dal vero della Brianza presso Beldoso, Veduta dal vero del lago di Varese, Veduta di Cuasso al di sopra di Varese (dal vero) e Veduta dal vero di Grosgay sul lago di Como.
Dal 1879 è costretto ad abbandonare la carriera pittorica poiché colpito da una forma molto aggressiva di cecità e torna a Brescia. Si spegne nel 1884, a ottantaquattro anni.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.