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Pittore

Girolamo Brusaferro


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Girolamo Brusaferro

( Venezia 1677 - 1745 )

Pittore

    Girolamo Brusaferro

    Nato a Venezia impara i rudimenti della pittura presso Nicolò Bambini per il quale sarà a lungo un collaboratore, dato che l’iscrizione alla Fraglia da parte del Brusaferro avviene solo nel 1702. La prima testimonianza dell’attività del Brusaferro è Mosè assiste alla distruzione degli inseguitori a San Moisè a Venezia del 1706.

    L’opera ascritta al 1727 e individuata nell’ Innalzamento della croce secondo l’Ivanoff sarebbe da anticipare e il 1718 costituirebbe un termine ante quem per la sua realizzazione. L’ipotesi è suffragata da una comparazione stilistica con gli affreschi del 1717 eseguiti nella parrocchiale di Roncade.

    In tale sede il pittore interviene con una serie di tele la cui decorazione fu in seguito sostituita dopo qualche decennio. Vertumno e Pomona risulta attribuibile a Brusaferro ed è databile 1724. Al 1725 appartiene la pala della Parrocchiale di Grizzo. Nel 1730 realizza la decorazione del Duomo di Piove di Sacco. Nell’oratorio di Villa Emo Capodilista interviene nel 1732, con la pala ritraente i Santi Pietro, Andrea e Marco.

    La Morte di Sant’Avertano è un’opera del 1736 che Brusaferro eseguì per la chiesa dei Carmini a Venezia, dove gli viene attribuita la seconda pala con la Vergine appare al Beato Franco da SienaSan Domenico salva una donna dal naufragio è un’opera che è stata collocata nel periodo seguente al 1712, sulla base di osservazioni stilistiche.

    Il dipinto fu eseguito per Santa Maria delle Grazie a Padova e risulta molto vicino ai paesaggi di Antonio Marini con il quale il pittore ebbe modo di dipingere per il Refettorio del convento di San Benedetto Novello. Tra il 1725 e il 1727 eseguì le tele per le dimore patrizie veneziane: Le quattro parti del Mondo per Ca’ Nani; Giove, Giunone e Iride per Ca’ Pesaro.

    Il Trionfo delle arti liberali è un’opera ora attribuita al 1738 grazie a un’informazione presente in un inventario, datato lo stesso anno. Secondo Martini sono attribuibili a Brusaferro opere di soggetto mitologico, tra le quali emergono anche opere respinte da Lucchetta. Si ricordano a tal proposito la Strage dei NiobidiAllegoria della lealtà, entrambe ascrivibili al secondo decennio. Sansone che si libera e la Scena di un sacrificio sono opere più tarde.

    Secondo Lucchetta sono attribuibili all’artista, per quanto riguarda la produzione grafica, venti disegni. Tra questi sei sono autografi, mentre altri gli sono attribuiti tramite scritte apocrife più tarde. Grazie all’esempio di Sebastiano Ricci, Brusaferro riuscì a creare nuove soluzioni figurative, non disdegnando ulteriori modelli come Amigoni e Pellegrini.

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