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Pittore

Giuseppe Angeli


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Giuseppe Angeli

( Venezia 1712 - 1798 )

Pittore

    Giuseppe Angeli

    Il pittore inizia a frequentare la bottega del Piazzetta in età molto giovane. Nato a Venezia rimase presso la bottega almeno fino al 1745 quando compare come “direttore della scuola”. Dal maestro trae la luminosità che caratterizza il suo percorso più maturo. Esemplificative da questo punto di vista sono le opere: Fanciulle che fanno il solletico ad un ragazzo dormiente, la cui delicatezza coloristica è direttamente dipendente dall’Indovina del Piazzetta, del 1745; La fanciulla addormentata, della Kress Collection della National Gallery di Washington, caratterizzata da delicate affinità cromatiche orchestrate sui rosa, gli azzurri e i grigi. La metodologia piazzettesca è affiancata da somiglianze con Jacopo Amigoni e per Rosalba Carriera.

    La pala Crocifisso con San Gerolamo Miani appartiene al 1748 ed è presente presso l’Ospedaletto. A proposito di questo opera il Pallucchini ne sottolinea lo stile duro, ancora determinato dagli stilemi del maestro Piazzetta. A questa fase sono ascrivibili altre opere: il Tamburino del Louvre, che si ricollega ai disegni del Piazzetta; le tele del soffitto della Sala Gialla di Palazzo Pisani Moretta e i dipinti, del 1754, della Cancelleria della Scuola Grande di San Rocco.

    Dopo la morte del maestro porta a termine alcuni dipinti, tra questi si segnala il Martirio di Santa Cristina della Parrocchiale di Alzano Maggiore; la Visitazione nella chiesa della Pietà, di cui probabilmente l’autore originale sì era occupato solo del progetto iniziale. Nel 1756 viene investito dell’incarico di maestro di nudo della nuova Accademia, per questa dipinge nel 1757 San Marco, oggi presso l’Eremo di Monte Rua (PD).

    Nel 1761 si occupa della Lotta contro l’Anticristo, soggetto del soffitto della scuola di San Giovanni Evangelista. Nel 1764 lo troviamo di nuovo a San Rocco impegnato in diversi affreschi. In questi anni conclude anche la decorazione della Villa Giovanelli a Noventa Padovana e della villa Foscari a Mira, dove si osserva un ulteriore chiarimento della gamma tonale. Fu anche ritrattista notevole, genere che seppe direzionare verso le modalità di Alessandro Longhi piuttosto che verso quelle del Piazzetta.

    Questo gli permise di eseguire i tratti più superficiali dei soggetti senza occuparsi di un’introspezione psicologica. Tra le sue opere si segnalano due scene della Via Crucis per la chiesa di Santa Maria Zobenigo; la pala ritraente San Pietro Orseolo che riceve l’abito da San Romualdo nella chiesa di Santa Maria della Pietà; l’Immacolata i santi nella Chiesa dei Frari a Venezia e l’Estasi di San Francesco nel Santuario della Madonna del Pilastrello a Lendinara.

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