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Pittore

Giuseppe Bossi


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Giuseppe Bossi

( Busto Arsizio, 1777 – Milano, 1815 )

Pittore

    Giuseppe Bossi

    Bossi Giuseppe nasce a Busto Arsizio l’11 agosto 1777 e muore a Milano il 9 dicembre 1815.

    A 15 anni entra nell’Arcadia per le qualità dei suoi componimenti poetici. Per le sue doti nella pittura viene iscritto dai genitori all’Accademia di Brera, allora da poco istituita (1786), dove ha come maestri Appiani, Knoller, Traballeschi. Nel 1795, grazie a una borsa di studio, è a Roma.

    Qui conosce e frequenta AngelicaKauffmann, Felice Giani e Antonio Canova. Di sentimenti repubblicani e giacobini, nel 1801 viene nominato segretario dell’Accademia di Brera. Negli anni del mandato apporta trasformazioni radicali all’istituzione. A lui si devono le trattative per dare alla futura Pinacoteca di Brera lo Sposalizio della Vergine di Raffaello e l’idea di una legge per vietare le esportazioni di opere d’arte.

    Nel 1802 è a Parigi dove conosce David, Girodet e Gerard. Qui acquista Il Cristo morto di Mantegna, che nel 1824 gli eredi lasciano alla Pinacoteca. Nel 1807, in contrasto con il governo, si dimette. Malato di tisi, si spegne a Milano a soli 38 anni.

    E’ un pittore neoclassico, oltre che disegnatore, letterato e poeta. Tra i principali protagonisti del neoclassicismo milanese stringe rapporti con Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Giuseppe Parini, Carlo Porta. Le sue opere sono improntate a un rigido accademismo.

    Alla sua produzione figurativa appartengono la tela La riconoscenza della Repubblica Cisalpina a Napoleone con cui nel 1801 si aggiudica il concorso della Cisalpina e i disegni La liberazione funebre e Il Giuramento, che attestano la genuinità del suo impegno politico. Del 1804 è il cartone del Parnaso, acquistato nel 1817 dal duca di Weimar.

    L’opera incontra i favori di Goethe che la elogia in un articolo sull’artista. Dello stesso anno è la grande tela con La notte e l’Aurora per la Villa Amalia a Erba e il quadro I funerali di Temistocle (Galleria d’Arte Moderna, Milano). In questi anni realizza un cartone per il quadro – che non realizzerà – La pace di Costanza, commissionatogli dal Melzi per celebrare le glorie milanesi, il carboncino Edipo a Colono e Il Monte di Petrarca, unica opera realizzata della serie destinata a celebrare le glorie artistiche nazionali.

    Agli anni intorno al 1810 sono alcuni Autoritratti (Galleria d’Arte Moderna e Pinacoteca di Brera, Milano), e numerosi ritratti tra cui: Donna in bianco, Gaspare Landi (Galleria d’Arte Moderna, Milano), Felice Bellotti (Pinacoteca di Brera), Cesare Beccaria e Carlo Porta (Museo di Milano), Maria Londonio Frappolli con le figlie Giulia e Lucia, Giuseppe Taverna, La camerata portiana, Francesca Campori Ciani con le figlie, Le figlie di Lord Lucan.

    All’ultimo periodo della sua vita, risalgono alcune opere destinate a decorare Villa Melzi a Bellagio, dove è ospite, tra cui ricordiamo Fatti della vita di Francesco Melzi, Il Parnaso, Napoleone e Francesco Melzi, una Pietà e una Madonna col bambino.

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