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Pittore

Giuseppe Costa


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Giuseppe Costa

( Napoli 1852 - 1912 )

Pittore

    Giuseppe Costa

    Il padre, verso il 1860, era impiegato postale a Chieti. Ivi il giovanetto Costa frequentò una scuola privata di pittura, nella quale ebbe a compagno Francesco Paolo Michetti, che gli rimase sempre legato da sincera amicizia. Il Costa, che nelle scuole aveva dato prova d’ingegno pronto, vivace, versatile, mostrò subito una tendenza spiccatissima per le arti belle; ma fu contrariato dal padre, il quale non intendeva dare al figlio una professione, i cui frutti sarebbero stati molto tardivi.

    Il giovane Costa non si scoraggiò e, studiando con ardore ottenne un modesto posto di insegnante elementare, che abbandonò dopo, quando con la famiglia fece ritorno in Napoli. S’inscrisse regolarmente all’Istituto di Belle Arti ed in breve volgere di tempo divenne alunno di Morelli, che gli fu largo di consigli, lo prese anzi a voler bene, perché il giovane prometteva molto. Il Costa ha preferito la figura al paesaggio e sopratutto ha prediletto il ritratto.

    Per meglio perfezionarsi nel ritratto, entrò nello studio del Talarico (* Achille Talarico nato in Catanzaro il t2 gennaio 1837, morto in Napoli il 24 marzo 1902) celebre ritrattista, dove apprese veramente l’arte del dipingere e tale insegnamento lo rese molto provetto nei ritratti e nelle mezze figure. Il Costa fu uno dei più distinti allievi del valente pittore. Verso il 1877 fu colpito da una grave infermità la quale benché sapientemente e tenacemente curata, lo ha afflitto per tutta la vita.

    In quella triste occasione fu assistito dal prof. Lepidi Chioti, dapprima aiuto del prof. Cantani e in seguito direttore della clinica medica di Palermo. Fu questi per il Costa oltre che il medico un vero mecenate, che lo incoraggiò senza posa sulla via dell’arte e gli diede non poche commissioni di lavori. Benché fosse un tenace ed assiduo lavoratore non ha preso parte che alla Esposizione di Roma del 1883 ed a quella di Pietroburgo del 1902.

    Ha partecipato però, a parecchie Mostre di Promotrici italiane ed a quelle della Salvator Rosa di Napoli dal 1874 al 1911, nelle quali molti suoi dipinti sono stati ammirati ed acquistati. Nella Mostra del 1881 il dipinto “È pronto alla soma” fu acquistato dalla Provincia di Napoli.

    In quelle del 1883, 1884, 1885, 1890 e 1911 i lavori “Doie parole !!!”, “La vita casalinga”, “Rimembranze”, “Fosca incertezza” e “La fanciulla napoletana”, furono acquistate dalla Società e toccarono in sorte rispettivamente all’on. Comm. Marchese Cappelli, al Municipio di Torre Annunziata, all’on. Comm. Francesco Trinchiera, alla Provincia di Napoli ed all’architetto Comm. Nicola Breglia. Nella Mostra del 1886 il bellissimo quadro “Due orfanelli” fu acquistato dal Banco di Napoli.

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