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Pittore

Giuseppe Diotti


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Giuseppe Diotti

( Casalmaggiore (Cremona) 1779 - 1846 )

Pittore

    Giuseppe Diotti

    Giuseppe Diotti nasce a Casalmaggiore nel 1779. Sin da piccolo viene avviato alla pittura, frequentando la bottega di Paolo Araldi. Giovanni Vicenza Ponzone, interessato all’istruzione del ragazzo, gli sovvenziona il soggiorno presso l’Accademia di Parma, dove si forma sotto l’ala di Gaetano Callani. Dopo i moti rivoluzionari del 1796 e la morte del padre l’anno successivo, è costretto a lasciare l’Accademia e si ritrova a svolgere i lavori più umili, ma sempre in campo artistico: è copiatore, pittore d’insegne, quadraturista e restauratore.

    All’inizio dell’Ottocento si occupa delle prime decorazioni in area emiliana e allo stesso tempo, vince la borsa di studio dell’Accademia di Brera per studiare tre anni a Roma. Vi si trasferisce nel 1805, con le raccomandazioni di Giovanni Vicenza Ponzone al Cardinale Fontana e a Gaspare Landi.

    A Roma Diotti inizia a studiare l’antico, recandosi in Vaticano per copiare soprattutto Raffaello e ciò si nota dai saggi inviati a Brera nel corso degli anni: il primo, del 1807 è un disegno su cartone con La morte di Socrate. Oltre allo studio di Raffaello, in questo saggio si ritrovano le linee principali della poetica di Diotti, ovvero l’efficacia disegnativa e cromatica di David, la forza di Camuccini, la classicità di Poussin.

    Il saggio del secondo anno è Mosè, mentre quello del terzo è un’Adorazione dei pastori, che gli vale la definitiva consacrazione da parte dell’Accademia e della critica del tempo.

    Torna a Milano nel 1810 e già l’anno successivo l’Accademia Carrara di Bergamo lo nomina professore di pittura e direttore, ruolo che ricopre per trent’anni. Nel corso della sua carriera di insegnante rende la scuola pittorica di Bergamo una delle più prestigiose, aperta non solo al classicismo più puro, ma anche alle nuove istanze che si andavano profilando, come quella purista e quella pre-romantica.

    Tra i suoi allievi vi sono Coghetti, Trecourt, e il Piccio, tutti formatisi sotto l’ala di Diotti, sempre più assorbito dal suo ruolo di artista, insegnante e anche collezionista di pezzi antichi. Nel 1812 inizia la sua produzione di dipinti sacri con la Pala di San Pietro per un oratorio di Lugano, poi realizza una Madonna con Santi per la chiesa abbaziale di Casalmaggiore, suo paese d’origine, e nel 1830 gli affreschi del Duomo di Cremona.

    Nel 1830 esegue anche l’Ugolino per il conte Tosio di Brescia, inaugurando una serie di dipinti di matrice romantica che lo mettono in diretto dialogo o contrapposizione, come vuole la critica, con Hayez. Dopo una serie di decorazioni condotte nell’area lombarda, tra Bergamo, Cremona, Lodi, Diotti non è più fisicamente in grado di affrescare sui ponteggi, quindi demanda diversi incarichi ad Enrico Scuri, sempre sotto la sua direzione.

    Nel 1840 ottiene il pensionamento dall’Accademia Carrara. Muore nel 1846 a Casalmaggiore, quando ancora sta lavorando alacremente a due tele, Il giuramento di Pontida e una Natività.

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    Opere di Giuseppe Diotti


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