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Giuseppe Domenico Barbetti


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Giuseppe Domenico Barbetti

( Saluzzo XVIII secolo )

Pittore

    Giuseppe Domenico Barbetti

    Fu pittore e sacerdote di Saluzzo ma ben poco si sa della sua attività concentratasi intorno alla metà del Settecento. Gli studi non permettono una conoscenza completa della sua produzione ma questo artista rimane comunque una figura di rilievo dato che incarna uno dei pochi esempi della pittura locale cuneese.

    Muletti nel XIX secolo lo definisce “pittore di qualche grido”. È a Saluzzo che dipinge la pala dell’altare del Santissimo Sacramento nella cattedrale e un quadro per la chiesa di San Giovanni. Quest’ultima opera ritrae il Miracolo di San Vincenzo Ferreri e gli viene affidata dal Comune di Saluzzo nel 1743, a seguito del voto che viene fatto a causa dell’arrivo di una pestilenza che dilaga tra la popolazione.

    Nel quadro il santo compare mentre compie il miracolo, di fronte a lui una donna porta in braccio il figlio cianotico, oggetto del prodigio. Accanto a lui compaiono due suore, un gruppo di angeli dall’alto e un’altra coppia madre con infante alla sua sinistra. La mano dell’artista appare in questa occasione rapida e la gamma tonale sfruttata vira sui colori chiari. Il tocco continuato appiattisce i chiaroscuri ma rende le campiture cromatiche leggere e impalpabili.

    Questa tendenza ha fatto pensare a rapporti con la pittura veneta e in particolare con quella di Sebastiano Ricci, che tra l’altro lavora ad una pala d’altare per la cattedrale di Saluzzo. Uno stile quello del Ricci che viene bene esemplificato dalle parole del Wittkower, in Arte e architettura in Italia, 1600–1750 del 1965, “questa maniera neo-cinquecentesca, arricchita comunque da un tratto pittorico rapido e nervoso, tipicamente settecentesco”.

    La tesi del Gabrielli del 1973, per la quale l’influenza predominante sulla pittura nel Barbetti proviene da Mattia Bortoloni, è ora in parte accantonata in virtù di un rapporto più forte con la suddetta pittura veneta. Probabilmente appartiene sempre all’autore cuneese il crocifisso che ora è conservato all’interno di Casa Cavassa, sede del Museo Civico della città di Saluzzo.

    L’opera mostra il Cristo morente e la Madonna alla sua destra mentre si poggia su di un elemento architettonico. L’opera viene regalata al museo dal conte Ignazio Ballada di Saint Robert. In ultimo va segnalato un altro dipinto del 1748 e presente nella parrocchiale di Marmora, questo ritrae la Vergine col Bambino San Giuseppe San Bernardo e le anime purganti. La pala in questione è anche detta del Suffragio.

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