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Pittore
Giuseppe Ferrari
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Giuseppe Ferrari
Giuseppe Ferrari nasce a Roma nel 1843, a vent’anni si iscrive all’Accademia di San Luca ed è allievo del ritrattista Antonio Marini. Lavora in uno studio a via Margutta e predilige le vedute della campagna romana a quelle del centro di Roma.
Negli anni Settanta invece intraprende un viaggio in Tunisia e Palestina testimoniato dalle numerose opere che descrivono queste terre e i costumi dei suoi abitanti. L’artista ritrae i territori orientali ed africani in diversi bozzetti che poi tramuta in dipinti di grandi dimensioni che risentono della luce abbagliante di quei luoghi. Nel 1877 espone Una strada a Tunisi alla Royal Academy of Arts di Londra, una tela reduce da questa esperienza. Nella città inglese prende i contatti con P. Tosti, mecenate degli artisti all’estero, e rimane folgorato dalle ricerche luministiche di William Turner e dal naturalismo di John Constable.
Partecipa a diverse rassegne nazionali e internazionali con opere che immortalano luoghi, persone ed episodi tratti dai suoi viaggi. Nel 1880 all’Esposizione di Torino presenta Il saluto, Il 17 ottobre 1870 a Colombey e Musicanti arabi; e l’anno successivo a Milano espone Ebrea tunisina. Nel 1883 torna per un breve periodo a Londra e poi è di nuovo in Italia per partecipare all’Esposizione di Torino nel 1884 con Via dolorosa.
Nel 1891 riceve l’incarico di decorare il villino di Francesco Durante a Roma insieme a Enrico Coleman, Salvatore Frangiamore e Giuseppe Sciuti, eseguendo nell’atrio al primo piano ventinove lunette raffiguranti paesaggi della Campagna romana e della Sicilia.
Oltre all’interesse per i paesaggi realizzati prettamente con la tecnica dell’acquerello, realizza diversi ritratti, e ne presenta due all’Esposizione di Belle Arti di Roma del 1893, insieme a Cristiana di Betlemme. Altri celebri sono il Ritratto di signora del 1881, collocato oggi nel Museo Civico di Rieti, e il Ritratto della signora Richard eseguito nel 1888, attualmente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Nel 1895 viene invitato alla Biennale di Venezia presentando Transeat a me calix iste e l’acquerello Son sola, acquistato sempre dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Nel 1898 prende parte all’Esposizione di Torino con tre lavori che rievocano ancora suggestioni orientali come Shara (costume orientale), Ebrea Cristiana e un Ritratto.
Negli anni Novanta il pittore si unisce al movimento “In arte libertas”, al fianco di artisti come Nino Costa, Vincenzo Cabianca, e il già citato Coleman, con l’intento di opporsi all’accademismo dilagante nella capitale. Inoltre, come molti degli appartenenti all’Associazione “In arte libertas”, nel 1904 sarà uno dei fondatori del gruppo dei XXV della Campagna romana, proseguendo la sua ricerca luministica nelle campagne fuori Roma. Nel 1905 espone un Ritratto alla Biennale di Venezia e lo stesso anno si spegne a Rieti, a cinquanta due anni.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.