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Pittore
Giuseppe Pastina
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Giuseppe Pastina
Giuseppe Pàstina nasce ad Andria 1863. Dopo l’iniziale formazione, viene avviato per volontà dei genitori agli studi giuridici. Contemporaneamente però coltiva la sua passione per l’arte pittorica, seguendo gli insegnamenti del maestro Domenico Morelli e Giovanni del Re.
Ancor prima di laurearsi esordisce alla Promotrice di Napoli nel 1886 con l’opera Abbandono, mentre a Bologna presenta il Ritratto del signor Porziotta, grazie al quale ottiene numerosi apprezzamenti.
Nel 1926 lo ritroviamo ad un’esposizione nazionale presentando alla mostra della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma il lavoro Olivi.
A Trani partecipa alla Mostra del Lavoro nel 1891 esponendo Tamburello, due Ritratti, Studio e Autoritratto. Nel 1894 esegue, in collaborazione con Carlo Curci, le decorazioni parietali del salotto di Palazzo Discanno, sempre a Trani, che manifestano l’ascendenza morelliana.
Il pittore esegue i suoi dipinti studiando dal vero, ed effettua numerosi viaggi tra l’Abruzzo, l’Umbria e il Lazio grazie ai quali entra in contatto con diversi generi e riceve altrettanti stimoli, passando dalla ritrattistica iniziale al paesaggio e alla pittura sacra.
Lavora inoltre come restauratore di opere d’arte antiche, affiancando l’archeologo Giacomo Boni per la sistemazione del Palatino. Nel 1911 cura anche la realizzazione del Padiglione Pugliese in occasione dell’Esposizione Universale di Roma.
Un autore poco noto oggi, vantava molto successo all’epoca, diventando un punto di riferimento per la cultura pugliese, tanto che anche Pietro Mascagni è suo ospite quando scende in Puglia.
Le sue opere si trovano in alcune collezioni nazionali: dodici dei suoi lavori sono conservati alla Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari; altre opere, come il dipinto Rocca Minore – Assisi del 1914, è nella collezione della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Uno dei suoi quadri più noto è Veduta di Roma da Monte Mario, che è stato venduto 2006 all’Asta Sotheby’s di Londra.
Nell’arco della sua carriera si occupa anche di architettura, progettando un monumento sepolcrale nel cimitero storico di Andria.
Si spegne a Roma 1942, a sessantanove anni.
Emanuela Di Vivona
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