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Giuseppe Pietro Bagetti


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Giuseppe Pietro Bagetti

( Torino 1764 - 1831 )

Pittore

    Giuseppe Pietro Bagetti

    Nasce a Torino nel 1764. Si forma presso il Conservatorio della Chiesa Metropolitana di Torino, sotto l’ala di Gaetano Ottani, dedicandosi sia alla musica che alla pittura. Successivamente si rivolge anche allo studio dell’architettura e questo gli permette di essere nominato nel 1782 architetto militare e civile dell’Università di Torino.

    Bagetti, dunque, si presenta sin da subito come un personaggio attivo su diversi fronti, dalla topografia alla pittura alla musica. Tra gli anni Ottanta e Novanta frequenta lo studio del disegnatore Pietro Giacomo Palmieri che lo indirizza verso la pratica dell’acquarello. Nel 1792 viene nominato professore di topografia all’Accademia Reale dei Nobili e insegnante di disegno alla Regia Accademia militare. L’anno successivo, Vittorio Amedeo III lo nomina “regio disegnatore di vedute e paesi”.

    Negli stessi anni inizia la sua carriera militare: entra nell’esercito sardo per partecipare alla campagna per l’acquisizione di Nizza da parte dei Savoia. Al rientro a Torino ottiene il ruolo di insegnante di disegno topografico per i militari sabaudi, ma al momento dell’occupazione dei territori dei Savoia da parte dei francesi, si ritrova in una situazione sostanzialmente ribaltata.

    Ormai al servizio dello Stato francese, tra il 1796 e il 1800, per ordine di Napoleone, si ritrova a documentare le operazioni militari nei campi di battaglia francesi. Dunque, tra rilevamenti topografici e documentazioni grafiche, svolge la sua attività ufficiale fino al 1805 e nel frattempo continua ad occuparsi della pittura di paesaggio.

    È il 1805 l’anno in cui espone una veduta della Sacra di San Michele alla Mostra di Arti e Mestieri di Torino per omaggiare la presenza di Napoleone. È proprio il condottiero francese che lo nomina “peintre paysagiste” e nel 1811 gli consegna la Legion d’Onore in seguito alla realizzazione della Veduta d’Italia dalle Alpi fino a Napoli.

    Il 1815, anno della Restaurazione, vede il suo rientro in Piemonte, questa volta di nuovo al servizio dei Savoia. Vittorio Emanuele I lo nomina ancora “architetto e regio disegnatore” e in più, lo incarica di eseguire una serie di acquarelli dedicati alle imprese militari più notevoli di Casa Savoia, per il castello di Moncalieri.

    Durante il regno di Carlo Felice può finalmente dedicarsi alla sua vocazione principale, quella della pittura di paesaggio. Infatti il Re gli commissiona una serie di Paesaggi d’invenzione da realizzare nel palazzo Reale di Torino e in più, nel 1822 lo nomina insegnante di “vedute e paesi” presso la Reale Accademia di Belle Arti.

    Attivo dal punto di vista pittorico e in ambito accademico fino agli ultimi anni, muore a Torino nel 1831, dopo aver pubblicato il trattato Analisi sull’unità di effetto nella Pittura e della imitazione nelle Belle Arti del 1927.

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