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Pittore

Guido Cinotti


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Guido Cinotti

( Siena 1870 - Milano 1932 )

Pittore

    Guido Cinotti

    Guido Cinotti nasce a Siena 1870. Ancora molto giovane, decide di trasferirsi a Milano per intraprendere la carriera di pittore. Dopo aver frequentato i corsi dell’Accademia di Brera, si afferma come paesaggista, avvicinandosi inizialmente al naturalismo lirico di Filippo Carcano e, più in generale, della veduta lombarda.

    Il suo esordio avviene alla Triennale di Milano del 1894, dove espone Febbraio-tramonto e Fiori di maggio. Nel 1896 compare alla Permanente con Prime brinate e a quella dell’anno successivo con Studio di maiali, opera che gli fa ottenere il premio Mylius.

    Un paesaggio suggestivo: tra Divisionismo e tocchi vibranti e carichi di colore

    Dopo questo primo esordio essenzialmente verista, Guido Cinotti attua un sottile cambiamento nei primi anni del Novecento, quando, influenzato dalle tendenze simboliste, si avvicina ad un pacato divisionismo che si nota soprattutto nei suoi paesaggi montani e che deve molto alla poetica di Segantini e di Longoni, cui si avvicina nei primi anni milanesi.

    Nel 1906, espone alla Mostra di Milano per il Traforo del Sempione, presentando le tre suggestive vedute Solitudine, Primavera e Marina. I suoi paesaggi realizzati nel corso dei primi decenni del Novecento passano alternativamente dall’uso della tecnica divisionista all’impiego di un cromatismo fatto di tocchi spatolati e ricchi di materia pittorica e di luce.

    Pur continuando a partecipare assiduamente alle mostre milanesi, Guido Ginotti si dedica anche ad alcune opere decorative. Lavora, ad esempio, nel Teatro Lirico di Milano, al seguito del decoratore Brugnoli. Nel 1910, partecipa alla mostra di pittori italiani organizzata a Parigi da Alberto Grubicy, mentre nel 1916, prende parte alla Biennale di Brera con il lirico paesaggio Betulle, quadro poi acquistato dal Re.

    In occasione della Mostra alla Galleria Pesaro del 1919 Arte Italiana Contemporanea, dove espone insieme ad Adolfo Wildt, Ambrogio Alciati e Aroldo Bonzagni, Guido Cinotti viene così descritto da Vincenzo Bucci: «Il motivo cromatico è il motivo dominante dei suoi quadri; ed egli lo svolge con armonie squisite di toni bassi ma opulenti, e con una studiosa ricerca di rapporti, per cui certe note più vive acquistano una grande intensità».

    Tra le opere più significative del pittore si segnalano Armonie primaverili, La voce del ghiacciaio, Darsena di Porta Ticinese, Le Prealpi varesine, Vecchi amici, Lo stagno, dipinti che si contraddistinguono per il delicato ardore simbolista.

    Dopo la mostra alla Galleria Pesaro, il pittore decide di non esporre più. Continua a dedicarsi alla pittura lontano dai riflettori. Molte sue opere sono conservate in collezioni private lombarde, tra cui Il Catinaccio, di memoria segantiniana e böckliniana allo stesso tempo, Bosco di faggi, Casolari a Caspoggio e il divisionista Armonie del silenzio. Muore a Milano nel 1932.

    Elena Lago

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    Opere di Guido Cinotti


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