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Pittore

Jose Villegas y Cordero


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Jose Villegas y Cordero

( Sevilla 1844 - Madrid 1921 )

Pittore

    Jose Villegas y Cordero

    José Villegas y Cordero nasce a Siviglia nel 1844. Dopo la prima formazione nella bottega del pittore romantico José María Romero, si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Siviglia, per poi portare a termine il suo apprendistato giovanile presso il pittore di storia Eduardo Cano de la Peña.

    A questa prima fase formativa segue il suo trasferimento a Madrid, dove conosce l’artista di Reus Mariano Fortuny, che lo inizia non solo alla pittura di genere, ma anche a una tavolozza brillante e chiara che da questo momento in poi entrerà a far parte del suo linguaggio. Nella capitale spagnola, José Villegas y Cordero frequenta i musei, soprattutto il Prado, dove ha modo di avvicinarsi alla pittura del Seicento, realizzando anche alcune copie di Velázquez.

    L’approdo a Roma: il successo, tra orientalismo e pittura di genere

    All’inizio degli anni Sessanta, il pittore si sposta dalla Spagna per soggiornare in Marocco, terra in cui esegue impressioni e oli di stampo orientalista, che già mostrano una spiccata propensione verso i toni brillanti e una pennellata vibrante e spigliata, memore della rivoluzione portata da Fortuny. Questa tendenza si acuisce ancor di più dopo il suo trasferimento a Roma nel 1868, città che sceglie come luogo adottivo e in cui rimane per oltre trent’anni.

    È proprio a Roma che l’artista vivrà la sua fase più fruttuosa e brillante: con i suoi dipinti di storia, di genere e con le ricostruzioni orientaliste e in costume, conquista un vasto pubblico di collezionisti. Nella sua produzione romana non si notano solo influenze fortuniane, ma anche rievocazioni morelliane, che si riscontrano nella riproduzione del vero, narrato con eleganza e brio e attraverso un cromatismo seducente e variegato, di grande perizia tecnica.

    In Italia, l’autore prende parte a diverse rassegne di carattere nazionale. Nel 1892 partecipa alla mostra di Napoli con Un monaco e Un doge. Nel 1895 è alla I Biennale di Venezia con il dipinto di storia Incoronazione della dogaressa Foscari e con un Ritratto.  

    L’anno successivo partecipa alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze con Il Doge Faliero condannato a morte, e nel 1897 è alla II Biennale di Venezia Ritratto del signor Prinotti e Morì il maestro.

    Tra i dipinti eseguiti a Roma vi è anche La visione, opera orientalista permeata da evocazioni simboliste, come avviene anche nella Fede. Diverse sue tele sono conservate al Prado, tra cui Jacinto Octavio Picòn, Manuel Ortega Morejòn, Autoritratto, Ritorno del gregge.

    La direzione dell’Accademia di Spagna a Roma e del Prado a Madrid

    Nel suo studio situato nel quartiere Parioli si incontrano artisti della colonia spagnola a Roma, ma anche mecenati, collezionisti e artisti italiani, nella dimostrazione di un pieno apprezzamento non solo di José Villegas come pittore, ma anche come studioso. Non è certo un caso la sua nomina a direttore dell’Accademia di Spagna a Roma dal 1898 al 1901.

    Al termine dell’incarico, rientrato a Madrid, viene chiamato a dirigere il Prado, il museo che così tanto lo aveva ispirato in età giovanile. Pur continuando a dipingere, all’inizio del Novecento, l’artista è profondamente concentrato nel suo ruolo di direttore, apportando numerose innovazioni, soprattutto a livello espositivo e didattico, con lo scopo di valorizzare la collezione del Prado e di ampliarla con nuove acquisizioni.

    Dal punto di vista pittorico, continua a occuparsi di soggetti storici e di genere, ma conquista una grande fetta di collezionisti anche con l’attività di ritrattista. Ancora attivo, muore a Madrid nel 1921 a settantasette anni.

    Elena Lago

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