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Pittore
Lorenzo Delleani
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Lorenzo Delleani
Lorenzo Delleani nasce a Pollone, un comune piemontese in provincia di Biella, nel 1840. Formatosi inizialmente in Francia a Saint-Jean-de-Maurienne, poi prosegue gli studi all’Accademia Albertina di Torino con i maestri Enrico Gamba, Carlo Arienti e Andrea Gastaldi.
Abbracciando gli insegnamenti ricevuti in Accademia, i suoi esordi si iscrivono all’interno della pittura di storia a tema romantico e dello studio dei maestri antichi. Infatti sottolinea il suo legame con l’arte seicentesca partecipando, ancora nelle vesti di allievo dell’Accademia, all’Esposizione di Torino del 1855 con Testa di vecchio (copia), e all’edizione del 1857 vi prende parte con Madonna con Bambino (da Van Dyck); mentre affronta la tematica storico-letteraria nel 1858 esponendo Dante e Virgilio all’incontro dei quattro poeti; presentando Episodio dell’assedio d’Ancona nel 1860; e partecipando nel 1863 con Ezzelino da Romano contempla l’eccidio di Vicenza. L’anno successivo espone inoltre sempre a Torino Torquato Tasso esce dallo spedale di Sant’Anna.
Durante gli anni Settanta si stabilisce per un breve periodo tra Firenze e Venezia per migliorare la sua conoscenza dell’arte dei Sei e del Settecento. In questi anni si avvicina al gusto tanto di moda all’epoca, diffuso dal mercante francese Adolphe Goupil, realizzando piccoli dipinti di scene aneddotiche e di costume, legandosi a livello lavorativo alla maison parigina. L’artista infatti esegue opere di piccole dimensioni, da un cromatismo molto vivace, e soprattutto rappresenta scene ambientate nel Settecento Veneziano, reinterpretando il tonalismo veneto che aveva studiato nel soggiorno nella città lagunare.
Realizza alcune scene di genere come Una festa sul Canal Grande del 1878 o Commenti maligni che presenta all’Esposizione di Torino del 1880, avvicinandosi sempre di più alla pittura di costume promossa appunto da Jean-Louis Ernest Meissonier e Goupil. Continuerà comunque ad eseguire parallelamente sempre lavori a tema storico come Il capitano Sebastiano Veniero vincitore a Lepanto consegna alla Veneta Signoria spoglie e Prigioni esposto nel 1877 a Napoli o A Caterina Grimani, Dogaressa, nel dì della solenne incoronazione, il Corpo delle Arti offre ossequii e doni presentato a Torino nel 1880 nella già citata esposizione.
Negli anni Ottanta invece abbandona la pittura di storia e di genere, per abbracciare il realismo della pittura di paesaggio, subendo l’innegabile influenza di Antonio Fontanesi. Compie allora un viaggio con il poeta scapigliato Giovanni Camerana in Germania e Olanda, di cui tiene un diario di viaggio naturalistico, abbozzando le impressioni dei paesaggi che attraversa, testimoniando il suo ufficiale approdo al verismo.
All’esposizione di Roma del 1883 presenta infatti due Studi dal vero, Imminente luna, Sotto natale e Nevi basse; mentre espone Alaggio sul Tanaro nel 1891 a Torino. In quest’ultimo periodo si dedica prettamente al paesaggio, osservando dal vero i vari scenari, utilizzando una tavolozza brillante e pastosa, con un tratto libero ed immediato. Produce anche diversi studi dal vero su cui appunta luogo, orario e data che dimostrano il particolare fascino e interesse nel rappresentare il cambio dei colori e della luce durante le stagioni. Realizza infatti diverse opere che immortalando i vari cambiamenti luministici e cromatici come Fine di ottobre esposto nel 1885 all’Esposizione di Genova; Dicembre presentato a Torino nel 1887; e Autunno esposto nel 1889 a Genova.
L’artista continua ad esporre fino agli ultimi giorni di vita, morirà nel 1908 a Torino.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.