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Luigi Arbarello


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Luigi Arbarello

( Borgaro Torinese (Torino) 1860 - Torino 1923 )

Pittore

    Luigi Arbarello

    Luigi Arbarello non si avvia alla pittura in giovane età, ma prima consegue una laurea in legge. Terminati gli studi universitari, decide per un periodo di occuparsi sia della sua professione legale, sia di pittura, ma in seguito si dedica esclusivamente a quest’ultima. Quindi, in età già avanzata, si iscrive all’Accademia Albertina di Torino e poi frequenta lo studio di Giacomo Grosso che lo introduce alla pittura di paesaggio. Dopo questa prima fase formativa, compie diversi viaggi di studio tra Parigi e Londra, arricchendo il suo linguaggio di suggestioni nuove. Frequenta studi di artisti, gallerie e musei e si integra perfettamente nella cultura estera.

    Il suo rientro in Italia lo vede dunque cresciuto dal punto di vista artistico: si stabilisce a Torino ma si sposta spesso in Valle d’Aosta e nelle Alpi piemontesi alla ricerca di motivi emozionanti. Si specializza dunque nella pittura en plein air che ha come soggetto principale le montagne e le valli non sono della propria terra, ma anche del Veneto. Il 1887 è un anno molto importante per Luigi Arbarello: espone a Torino Sera, ma partecipa anche alle mostre di Vienna e Bologna.

    Anche se i paesaggi alpini rappresentano la sua principale ispirazione, non mancano riferimenti a Venezia e a vedute romane. Nel 1888, all’Esposizione di Torino presenta Rivo Ognissanti (Venezia), l’anno successivo, sempre a Torino espone CappuccineVerso sera Canale a Murano, tre vedute che denunciano la sua frequente presenza nella città lagunare. All’esposizione torinese del 1892 risalgono i tre paesaggi Nebbia in montagnaAra CoeliRoma e Vecchi anni.

    Nel 1894, invece, espone Canale Lombardo a Chioggia e nel 1895 Laguna di Chioggia e Monte Bianco. Il 1896 è un anno decisivo: presenta alla Prima Triennale torinese l’imponente dipinto Ghiacciai del Gran Paradiso e alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze L’ora del tramonto – Gressoney la Trinité, due opere che attirano giudizi positivi della critica e del pubblico.

    Due dipinti he fanno parte della stessa trilogia di quello presentato a Firenze compaiono alla Promotrice torinese del 1897, Sera – Gressoney la Trinité e Nevicata a Gressoney la Trinité. All’Esposizione torinese dell’anno successivo presenta Nel piano di Gressoney Lago del Gabiet. Ghiacciai del Lyskamm a Vincent PiramideTempo grigio in montagna risale all’Esposizione del 1899, mentre nel 1900 presenta Mattino in montagna. Muore a Torino nel 1923.

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