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Pittore
Luigi Conconi
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Luigi Conconi
Le opere di Luigi Conconi legate alla poetica scapigliata sono quelle che attirano maggiormente l’attenzione del mercato. Gli oli su tela di medio formato si collocano mediamente fra i 2.500 e i 9.000 euro, con possibilità di superare i 15.000 euro in presenza di soggetti di particolare intensità o originalità iconografica.
Le tele di grandi dimensioni, sempre ascrivibili alla produzione scapigliata, raggiungono valori più consistenti, generalmente compresi fra i 16.000 e i 27.000 euro.
Le opere su carta – acquerelli e tecniche miste – oscillano fra i 350 e i 3.200 euro, variando in base alla qualità esecutiva e alla rarità del soggetto. Le incisioni ad acquaforte hanno quotazioni che vanno dai 250 ai 1.400 euro, con oscillazioni determinate dal formato, dallo stato di conservazione e dal soggetto.
Si ricorda che tali indicazioni sono da considerarsi orientative: ogni valutazione dipende da molteplici fattori quali datazione, tecnica, misura e stato di conservazione. La galleria è disponibile a fornire una stima gratuita e mirata della vostra opera di Luigi Conconi.
Luigi Conconi nasce a Milano nel 1852 in una famiglia borghese ed è nipote del pittore romantico Mauro Conconi. Dopo aver completato gli studi classici, nel 1872 entra alla Scuola Superiore di Architettura di Brera, dove si laurea due anni più tardi. Fin da subito coltiva interessi molteplici: oltre all’architettura, si dedica alla pittura, alla musica e all’incisione, partecipando anche alla vita politica e scrivendo a lungo sulla rivista socialista “Lotta di classe”. Negli anni della formazione stringe rapporti con Luca Beltrami e Guido Pisani Dossi, per i quali progetta la villa di famiglia in provincia di Como.
Grazie al carattere aperto e alla vivacità culturale, Conconi entra presto nel circolo della Scapigliatura milanese, legandosi a Daniele Ranzoni e soprattutto a Tranquillo Cremona, del cui studio diventa assiduo frequentatore. In questi anni affianca all’architettura la pittura e soprattutto l’incisione, tecnica che lo affascina al punto da spingerlo a sperimentazioni originali. Nel 1876 presenta a Parigi la sua prima acquaforte, Palazzo Marino, ricevendo un successo che lo convince a proseguire su questa strada. In collaborazione con lo scultore Giuseppe Grandi inventa la tecnica dell’acquaforte monotipata, che unisce rigore tecnico e atmosfere visionarie care alla sensibilità scapigliata.
Continua comunque a dipingere. La pennellata evanescente e scapigliata caratterizza tele quali Coppia danzante, Confidenze, La sorellina Annetta e La signora Mantegazza, dove le figure si compenetrano tra loro fino a perdersi nell’aria mossa e vibrante dello sfondo.
Negli anni Ottanta Conconi fonda con alcuni colleghi la rivista satirica “Guerin Meschino”, dove realizza gran parte delle illustrazioni. Divide lo studio con Gaetano Previati e apre con lui un’impresa commerciale destinata però a fallire. Negli anni Novanta sposa Eugenia Dal Co e ritorna con decisione alla pittura, realizzando tele di soggetto medievale e ritratti che espone a Brera e alle Biennali di Venezia. Parallelamente intensifica l’impegno politico: insegna disegno agli operai, diventa consigliere comunale a Milano nelle file socialiste e promuove iniziative culturali per la città.
Alla vigilia del Novecento continua a lavorare sia con la pittura sia con l’incisione, privilegiando quest’ultima per la sua forza evocativa. Nel 1916 riceve a Londra il primo premio dall’Associazione degli Acquafortisti e Incisori Italiani, ma l’anno seguente muore a Milano, lasciando l’immagine di un artista inquieto, sperimentale ed eclettico.
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.