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Pittore
Luigi Marchesi
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Luigi Marchesi
Luigi Marchesi nasce nel 1825 a Fontanelle di Roccabianca, paese in provincia di Parma. Nel 1833 la famiglia si trasferisce proprio nel capoluogo di provincia e il giovane si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove frequenta la scuola di paesaggio diretta da Giuseppe Boccaccio. Nel 1848 si arruola come volontario nell’esercito sardo e chiede di poter diventare un pittore di battaglie, ma la fine della prima guerra d’indipendenza mette fine alla sua aspirazione.
Nel 1850 ottiene un pensionato di un anno e mezzo a Roma dove si trasferisce per completare la sua formazione. Il pittore si dedica alle scene di interni, specialmente di luoghi religiosi, o alle vedute di rovine nei paesaggi.
Dopo la scomparsa del maestro Boccaccio ottiene la cattedra della scuola di paesaggio in Accademia, fa rientro quindi a Parma nel 1852.
Il pittore partecipa a diverse rassegne espositive: nel 1854 prende parte alla Promotrice di Torino con Euridice morsa dal serpe, Il Redentore, L’amor fraterno, Baccante e Interno della Chiesa della Madonna del Popolo a Roma; l’anno successivo espone Veduta di Olevano (Campagna di Roma), e nel 1857 sempre a Torino presenta Interno della cattedrale del duomo di Parma, Interno della sagrestia di San Giovanni di Parma e La buona nuova. Torna nel 1859 con Interno della chiesa di S. Rocco, Interno di un casolare (studio dal vero) e La Comunione nella chiesa di S. Rocco in Parma.La sua pittura si differenzia per le inusuali prospettive e per le atmosfere sospese che animano i suoi interni. I personaggi si celano spesso nella penombra, calati in una dimensione di mistero, che ci restituisce l’essenza ottocentesca della città.
Nel 1861 prende parte all’Esposizione Nazionale di Firenze con sette lavori tra i quali Cortile antico rustico, Interno della Chiesa delle Cappuccine in Parma e Gli acquedotti di Nerone a Tivoli. L’anno successivo presenta alla Promotrice di Torino Un laboratorio farmaceutico e Corridoio nella chiesa della steccata a Roma.
Durante la rassegna toscana ha modo di entrare in contatto con le più avanzate ricerche coloristiche della scuola napoletana di Domenico Morelli e di quelle chiaroscurali dei macchiaioli, quest’ultime apprese grazie anche alla conoscenza diretta di Giuseppe Abbati. Sarà proprio grazie a questi contatti che il pittore aggiorna la sua ricerca pittorica verso una visione realistica, sganciandosi così dai dettami accademici. La morte però lo coglie improvvisamente nel 1862, spegnendosi a soli trentasette anni.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.